È morto Hugo Chávez. Era una notizia attesa da tempo, anticipata da voci sulla malattia, sulle cure, sui viaggi sempre più misteriosi e disperati a Cuba. Eppure, è difficile abituarsi all’idea di un’uscita di scena così repentina dopo 14 anni al timone di una delle più grandi potenze dell’America Latina. Oggi Caracas è in lutto, il popolo – le classi meno abbienti che lui aveva saputo conquistare e coccolare – piange il leader che ha sfidato gli Stati Uniti, gli organismi internazionali, decenni di politica corrotta ed elitaria. Inviso alla borghesia venezuelana e ai governi occidentali, Chávez portava con sé il fascino innegabile del carisma, dell’uomo venuto dal nulla per portare avanti un’idea diversa di nazione e un nuovo orgoglio identitario per l’America Latina.
