
“Infeconde, acide, secche, cattive, abiette, sole, impure, streghe, corpi di terra infertile”: sono questo le trans che popolano gli anfratti bui del Parco Sarmiento, il luogo in cui le storie di emarginazione convergono, in cui le escluse trovano rifugio e un branco da cui ricevere protezione. Qui le trans, invisibili al resto del mondo, si riconoscono, si stringono in un abbraccio soffocante e disperato. Le protagoniste del romanzo d’esordio di Camila Sosa Villada si aggrappano alla vita, fuggono da contesti familiari opprimenti, rivendicano la possibilità di disporre liberamente del proprio corpo.
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