“La figlia ideale”, l’esistenza negata nella Spagna franchista

Germán Velazquez Martín torna a casa dopo quasi quindici anni di esilio: era riuscito a lasciare la Spagna alla vigilia della caduta della Repubblica, ci ritorna negli anni Cinquanta, quando il Paese è nelle mani di Franco. Le strade di Madrid sono cambiate, così come le persone, ridotte a involucri senza sfumature: emozioni e comportamenti vengono passati al setaccio dall’occhio vigile della comunità, non c’è spazio per condotte estranee al rigido cattolicesimo di Stato, figurarsi per slanci di ribellione. Eppure, Germán prova a restare fedele alla propria storia, alla propria vocazione, agli insegnamenti del padre: da lui, morto in una cella franchista, eredita la passione per la psichiatria e il profondo rispetto per i pazienti. “Mio padre – racconta – ha combattuto contro Franco con tutte le sue forze. Dopo la guerra, l’hanno sbattuto in prigione, condannato a morte, ma prima, quando io avevo tredici anni, mi ha insegnato che il fine non giustifica mai i mezzi. E io non ho dimenticato la lezione”.

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“Austerlitz”, in pellegrinaggio sulle vie della memoria

Jacques Austerlitz è un uomo colto e solitario che vive nell’East End di Londra, in un appartamento piccolo e spartano. È un professore di storia dell’architettura appassionato di edifici grandiosi e carichi di storia: stazioni, fortezze, biblioteche, luoghi pubblici su cui lo scorrere del tempo e il cammino incessante degli umani hanno lasciato il segno; spazi che, al di là della funzione specifica a cui sono destinati, assorbono e conservano la Storia, ma anche le storie personali di chi vi si trova di passaggio.

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“Swing Low”: scrivere per curare il dolore

Mel Toews è un uomo anziano e fragile che si ritrova in ospedale senza sapere bene perché. Per tutta la vita ha fatto i conti con il disturbo bipolare e ora, stanco e confuso, guarda al passato cercando di mettere in fila i ricordi. Osserva, rimugina, annota pensieri su biglietti svolazzanti. Lo fa meccanicamente, ossessivamente, e noi lo seguiamo in quest’opera complessa di ricostruzione. Avanziamo nel suo mondo con circospezione, un po’ spaesati; poi, senza quasi rendercene conto, ci lasciamo cullare dalla sua voce e iniziamo a muoverci in un ambiente familiare: scopriamo il legame con l’amatissima moglie Elvira, il rapporto a volte complicato con le figlie, la passione per l’insegnamento. Pagina dopo pagina, il cumulo disordinato di appunti diventa un racconto coerente, colmo di dolore e bellezza: si entra a far parte della famiglia, si soffre per il peso sempre più soffocante della malattia, ci si emoziona per un gesto semplice di sostegno e conforto. 

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