
Breve lista dei libri che abbiamo amato di più.
Il volume del tempo I – L’enigma, Solvej Balle. Tara Selter è prigioniera del tempo. Si sveglia una mattina in un albergo di Parigi, dove si trova per ragioni legate al suo lavoro di libraia antiquaria, e si accorge che è il 18 di novembre. Come lo era il giorno prima. E come saranno il giorno dopo e quelli successivi. Le leggi di questo mondo in cui lo stesso giorno sembra doversi ripetere all’infinito sono strane, ma quello che più confonde Tara è che sembra essere sola in questa prigione temporale: per tutti gli altri ogni mattina è l’inizio di un nuovo 18 novembre e nessuno sembra accorgersi di star rivivendo lo stesso giorno senza soluzione di continuità. Questo libro non dovrebbe funzionare: si tratta dei pensieri lenti e ripetitivi di una persona che sta vivendo una vita, per forza di cose, lenta e ripetitiva. Al contrario, una volta dentro al mondo di Tara è difficile chiudere il libro senza averlo finito e non continuare a pensarci a lungo, dopo. Per fortuna questo è solo il primo di una serie di sette volumi in cui Tara cercherà di trovare uno strappo in questa continuità temporale inceppata e, se questo non dovesse esistere, di costruirsi da sola una vita che abbia senso. Geniale.
Il giorno dell’ape, Paul Murray. Paragonato a Le Correzioni di Franzen e vincitore del Premio Strega Europeo, il quarto romanzo di Paul Murray ci trascina sull’orlo del baratro insieme ai Barnes – un tempo un nome che contava nel loro paesino della campagna irlandese. La facciata da famiglia borghese felice, complice la crisi, si sta però rapidamente sgretolando. Gli affari della concessionaria di Dickie vanno sempre peggio, così come il suo matrimonio con la bella Imelda, mentre i figli – Cass e PJ – non vedono l’ora di scappare. In un crescendo sempre in bilico tra umorismo e tragedia, ciascuno nasconde agli altri i propri fallimenti e segreti, contribuendo a quella tempesta perfetta che deflagrerà in un finale da cardiopalma. Appassionante.
La seconda venuta di Hilda Bustamante, Salomé Esper. “Quando Hilda morì, Álvaro aveva settantotto anni. Il suo dolore era indescrivibile. Quando si rividero e l’orologio riprese a camminare, avevano ormai la stessa età. Da allora in poi, il tempo non ebbe più importanza”. Hilda Bustamante si risveglia improvvisamente quasi un anno dopo la sua morte e torna dai suoi cari, tra l’incredulità generale e strani accadimenti in paese. La seconda venuta di Hilda Bustamante, romanzo d’esordio di Salomé Esper, è un libro delicato sulla profondità dei legami, sul miracolo di ritrovarsi e la paura di perdersi ancora, sull’amore e sulla nostalgia. Dolceamaro.
Lo sbilico, Alcide Pierantozzi. Non fa sconti prima di tutto a se stesso Alcide Pierantozzi nel farci entrare senza pudori in una mente – la sua – irriducibile alle diagnosi che nel tempo si sono andate a sommare. “In questa storia in cui nulla è inventato, anche a costo di fare schifo”, viviseziona con lucidità la propria condizione: quella di chi vive con un piede nella realtà e l’altro appena fuori, senza mai potersi fidare delle proprie percezioni. Affacciato su un abisso di ossessioni e allucinazioni che inevitabilmente intaccano il rapporto con il mondo, così come i farmaci hanno stravolto quello con il corpo e le sue pulsioni. La scrittura qui “non è un progetto di salvezza” – come ha più volte dichiarato – ma di dignità. Cesellato grazie a un uso potentissimo della parola. Coraggioso.
Tre giorni di giugno, Anne Tyler. Tutto accade in tre giorni, quelli che ruotano intorno al matrimonio di Debbie. La protagonista di questo romanzo è la madre, Gail, che si ritrova a gestire una delusione sul lavoro, le preoccupazioni per il futuro della figlia e il ritorno dell’ex marito, che si presenta alla sua porta chiedendole ospitalità. Tre giorni di giugno, di Anne Tyler, tocca con ironia e leggerezza temi profondi: la famiglia, il matrimonio, gli errori del passato e i non detti del presente. E mostra come la vita, con le sue svolte imprevedibili, possa offrire inaspettate occasioni di felicità. Confortante.

leggendo le trame mi dirotterò subito sul secondo , IL GIORNO DELL’APE mi sembra il più adatto al mio stato d’animo attuale. Rimando i commenti a dopo la lettura. Grazie di cuore