
Breve lista in ordine sparso dei libri che abbiamo amato di più. Alle storie di “Letterevive” si aggiungono quest’anno quelle di “Un panda sulla luna”, la libreria con cui portiamo avanti il Trolley Book Club.
L’invincibile estate di Liliana, Cristina Rivera Garza. Non sono riuscita a leggere questo libro velocemente: ho avuto bisogno di prendere tempo per centellinare le parole, fermarmi, metabolizzare. L’invincibile estate di Liliana è tante cose: è l’elaborazione del senso di colpa e del dolore, così come un atto di denuncia contro una cultura patriarcale che ancora ingabbia la vita delle donne. Soprattutto, è una lettera d’amore dell’autrice a sua sorella, vittima di femminicidio. Dalle pagine che mescolano memoir, saggio e reportage, Liliana emerge con tutta l’energia, la bellezza dei sogni e la voglia di vivere di una ragazza di vent’anni. Commovente.
A quattro zampe, Miranda July. Vorrei essere Miranda July e questo – temo – non renderà la recensione imparziale. Vorrei aver saputo fare della mia stranezza e ontologica diversità il perno di un’identità rivendicata con la stessa gioiosa sfrontatezza. E, soprattutto, senza vergogna. Per questo ho amato A quattro zampe, per quanto sopra le righe possa sembrare questa autofiction che scava nei desideri e nelle debolezze di una donna in crisi di mezza età. Un’artista moderatamente squinternata che parte per un coast to coast nel tentativo di dimostrare – al marito e al figlio, ma ancor prima a se stessa – di poter essere una “guidatrice” in grado di affrontare chilometri di noia. Si fermerà a nemmeno 40 minuti da casa, distratta dalla bellezza di un copriletto e di un ballerino che le lava il parabrezza. E finirà per passare tre settimane in un motel, trasformando la propria stanza in un nido d’amore per le proprie fantasie e la propria libertà. E sconvolgendo, al ritorno, ogni equilibrio prima dato per scontato. Liberatorio.
Baumgartner, Paul Auster. Ormai sulla soglia dell’età in cui sono i ricordi a dare senso alla vita, Seymour Baumgartner trascorre le sue giornate tra il pensiero fisso e malinconico della moglie Anna, la cui morte dieci anni prima lo ha sprofondato in un lutto che non riesce a elaborare, e un innato, contraddittorio slancio vitale che lo porta a coltivare progetti lavorativi e rapporti umani con entusiasmo e calore. In quella che poi si è rivelata essere la sua ultima fatica, Paul Auster ci regala una riflessione calzante sulla necessità di fronteggiare l’imprevedibilità della vita e accogliere le opportunità che essa ci offre, a qualunque età. Nostalgico.
Manuale di caccia e pesca per ragazze, Melissa Bank. La vivace scrittura di Melissa Bank ci proietta nella vita della protagonista. Seguiamo le sue gesta da quando, ragazzina, si affaccia sul mondo adulto fatto di lavoro e disavventure amorose. La sua è una educazione (non solo) sentimentale raccontata con acuta ironia e un pizzico di cinismo. Menzione speciale per l’ultimo capitolo, scritto (verrebbe da dire sceneggiato) divinamente. Arguto.
Popoff, Graziano Gala. Tutti quanti noi siamo stati bambini, a volte ce lo dimentichiamo. Un romanzo fiaba che apre un varco spazio-temporale e ci riporta nel mondo dell’infanzia. Nel buio di una notte fonda, un bambino bussa alla porta di un vecchietto: “Mi scu-ci, ci-niò-re, à visto pe-ccaso mio pa-ttre?”. Un bambino piccolo alla ricerca del papà, in un paese senza meraviglie: tra reietti, disperazione e miserie umane. La luce che cerca Popoff è la stessa che cerchiamo nei nostri ricordi, per rimanere vivi e avere un’ancora di speranza. Avvolgente.

Intermezzo, Sally Rooney. Ah, se la vita potesse essere davvero un romanzo di Sally Rooney! Me lo ripeto ogni volta appena finisco un suo libro e questa volta anche più di tutte le altre. Perché nell’epoca dell’incomunicabilità e dell’indisponibilità emotiva, l’idea che alcune relazioni umane possano invece offrire salvezza – o quantomeno conforto – è una consolazione (o forse un’illusione) dolcissima. Questa volta Sally prende due fratelli agli antipodi – uno avvocato rampante e abilissimo in società, l’altro un campione di scacchi chiuso nel suo mondo – e li mette di fronte al lutto per la morte del padre. Un dolore che sconvolge le loro esistenze e ciò che avevano sempre creduto di essere. Seguendo il dipanarsi delle loro vite, Sally apre enormi squarci sui loro mondi interiori, mostrandoci – come sempre – che non ci sono buoni o cattivi, ma solo esseri terribilmente umani. E che ciò che ci non ci sembra possibile a volte lo diventa semplicemente aprendosi a nuove prospettive. Rincuorante.
Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, Michele Ruol. E se fossero gli oggetti di uso quotidiano a raccontarci una storia? Una tragedia familiare, ma anche una storia di seconde possibilità, è possibile sopravvivere dopo la morte di un figlio? È possibile sopravvivere dopo l’incendio – metaforico – che ha distrutto tutto? Originale.
Cose che non si raccontano, Antonella Lattanzi. Ognuno di noi ha dei segreti, delle cose che non racconta: per vergogna, pudore, paura. Un romanzo in bilico tra realtà e letteratura. C’è un tempo per scegliere e c’è un tempo crudele che non concede seconde possibilità. Questa è la storia di Antonella e del suo desiderio irrefrenabile di maternità. Un romanzo doloroso che non fa sconti a nessuno, soprattutto alla protagonista. Torrenziale.
L’invenzione dell’amore, José Ovejero. La placida quotidianità di Samuel viene interrotta da una telefonata che annuncia la morte di Clara. Lui non la conosce, ne è certo, eppure decide di partecipare al funerale e calarsi nei panni che gli altri gli attribuiscono: quelli del suo amante. Inizia così una recita che il protagonista via via affina, dando forma a un’immagine quasi reale della donna e della loro relazione. Il continuo muoversi sul filo tra finzione e smascheramento svela i limiti dei legami: parziali, fragili, ingannevoli. Che sia l’invenzione il modo per trovare un contatto autentico? Conturbante.
Via Gemito, Domenico Starnone. Fin dai primi capitoli di questo romanzo, il protagonista sembra saltare fuori dalla pagina e prendere vita. È Federí: energico, ambizioso, strafottente, affabulatore, ferroviere e pittore frustrato. La sua smania di essere riconosciuto come artista di talento e la sua incapacità di accettare una realtà ben più deludente segnano la vita della moglie Rusinè e dei quattro figli nella Napoli del Dopoguerra. È il suo primogenito a raccontarne la storia, ma è un narratore ben consapevole degli inganni che la memoria spesso tende. Grandioso.

La vita di chi resta, Matteo B. Bianchi. Matteo B. Bianchi scrive questo romanzo per condividere, a distanza di più di vent’anni, il dolore e il lungo cammino di rinascita seguiti al suicidio dell’ex compagno. Ripercorre i momenti più duri e la graduale apertura verso chi ha vissuto lo stesso dramma con un pudore di sentimenti e una pulizia di scrittura capaci di raccontare emozioni universali – la bellezza dell’amore, lo strazio del lutto, le emozioni ambivalenti dei ricordi – e arrivare a una forma di comprensione e conforto. Dolorosamente luminoso.
Oliva Denaro, Viola Ardone. Cresciuta sotto il peso di un patriarcato che schiaccia qualsiasi tentativo di auto determinazione, Oliva Denaro decide, ancora giovanissima nella Sicilia degli anni Sessanta, di sfidarlo e provare a riprendersi la propria vita. Come un atto rivoluzionario, l’eco del suo rifiuto si propagherà nei decenni. Un romanzo commovente ma lucido, oggi più che mai rilevante. Ispiratore.
Storia di mia vita, Janek Gorczyca. Non è letteratura ma vita spogliata da ogni retorica quella che scorre nelle pagine di questo memoir, diventato un caso editoriale. Vita di strada, come quella che Gorczyca ha affrontato per trent’anni, dopo essere arrivato a Roma dalla Polonia. Con lo spirito pragmatico e anarchico di chi non si arrende e non si risparmia, tra occupazioni, sgomberi, carcere, lavori saltuari, cadute e riscatti. E un lungo travagliato amore, strappatogli dalla malattia e dall’alcol. La sua è una cronaca asciutta e incredibilmente potente – come la lingua parlata che usa – cruda e toccante nella sua assoluta sincerità. Sorprendente.
