
Di me non sai. La premessa insita nel titolo è la chiave di volta dell’opera prima di Raffaele Cataldo. Lucio è fulminato dalla bellezza di quel ragazzo che osserva dalla finestra mentre lentamente fuma una o più sigarette. La prima volta che lo vede è tra i pendolari appena scesi da un treno regionale, si distingue dalla massa per la sua giacca a vento di un fucsia acceso. Quel ragazzo biondo ed etereo ben presto acquisisce un nome, Davide. Merito del destino o più banalmente delle app per incontri che ci intercettano in ogni dove?
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