
“Mo ti dico ‘na cosa, nenna: i bordelli so’ posti di sangue. Non c’hai mai pensato, scummetto, eppure tu pulisci le stanze di tutte quante. A chi dice che so’ posti di sentimento o conforto io ci sputo n’faccia. Sangue di mestruo, sangue di mazzate, sangue di culi-rotti, sangue di vitenuove e vitevecchie, sangue di sante e sangue di plebaglia. Ogni volta che ci sta un sangue nuovo succede qualcosa. Tu hai tirato il sangue da mio figlio. Mo per mettere a posto ‘e cose serve il tuo”.
Vita e morte, sacro e profano, ombra e luce: questa è Napoli, una delle città più belle del mondo. Scenario prodigioso di Maleuforia, opera prima di Deborah D’Addetta per Giulio Perrone Editore.

