
Il corpo è una mole dietro cui nascondersi o un contenitore in cui rifugiarsi fino a diventare invisibili. È così per Arthur Opp, un tempo professore universitario, ora rintanato in casa da anni per sfuggire allo sguardo degli altri. Il cibo è l’unico compagno che quest’uomo di mezz’età si concede, l’unico strappo alla solitudine: la sua quotidianità è fatta di piccoli faticosi passi per raggiungere la cucina e di pomeriggi passati davanti alla tv, con una nostalgia per qualcosa di indefinito e lontano. La realtà irrompe in questa immobilità come una scheggia che arriva dal passato: a spezzare l’equilibrio è la lettera di Charlene, un’ex alunna con cui Arthur ha avuto una relazione e con la quale è rimasto in contatto epistolare per anni. Dopo un lungo silenzio, lei torna a farsi viva e chiede un aiuto per il figlio, Kel, che sta per finire la scuola e deve decidere cosa fare della propria vita.
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