Georgette Heyer, la scrittrice innamorata del passato

Brillante e irresistibile la prosa di Georgette Heyer: un vortice che ci risucchia nell’Inghilterra della Reggenza, in un mondo di lady da compiacere, marchesi resi sprezzanti dalla propria posizione sociale e madri invariabilmente occupate a trovare un buon partito per le figlie. Chi ama lo stile e l’ironia (irraggiungibili) di Jane Austen non può che sentirsi a casa nelle pagine di Frederica: il romanzo procede spedito con una spregiudicatezza nuova che l’autrice, figlia del Novecento, può permettersi senza troppi timori. I riferimenti a Austen, d’altronde, ci sono senza essere smaccati né insistiti: un accenno qui e là per riconoscersi tra appassionati. 

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Jenny Diski: le intuizioni e l’ironia di una saggista brillante

Jenny Diski era in grado di scrivere di qualsiasi argomento. Che si trattasse di un saggio autobiografico, di un romanzo, della recensione di una pubblicazione accademica o dell’ultima biografia di un esponente più o meno controverso della famiglia reale, la scrittrice britannica riusciva sempre a esporre le sue idee con distacco, profondità e ironia, con uno stile inconfondibile e con una concretezza che la teneva ancorata alla realtà e lontana dalle facili etichette. La realtà fluida e indefinita era il suo habitat naturale: analizzava tutto in prospettiva e disprezzava i giudizi categorici. Nel suo lavoro di scrittrice, non vedeva una netta differenza fra narrativa e saggistica: i suoi romanzi sono pieni di memorie di vita vissuta; nei saggi, il distacco critico convive con il marchio forte della sua personalità e della sua sincerità disarmante.

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“Dappertutto è la felicità”, amore e lotta nelle lettere di Rosa Luxemburg

A colpire è la schiettezza, la semplicità con cui chi scrive delinea pensieri politici e sentimenti. Non usa costruzioni ardite Rosa Luxemburg nelle lettere che indirizza a compagni di vita o di lotta. Il suo stile è lineare e chiaro, va dritto al cuore delle cose. Il volume Dappertutto è la felicità raccoglie alcune lettere scritte dalla rivoluzionaria polacca in un lungo arco di tempo: dal 1895 al 1919. L’ultima missiva data 11 gennaio: pochi giorni dopo Luxemburg sarebbe stata uccisa insieme a Karl Liebknecht a Berlino nella repressione della rivolta spartachista.

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