“L’erba di ieri”: le vite nascoste nell’ombra del passato

Frammenti di memoria, schegge di un racconto che procede per flash. È una scrittura sfilacciata quella dell’autrice austriaca Carolina Schutti. La protagonista del suo L’erba di ieri, Maja, emerge a fatica da un’infanzia nebulosa. Fuggita bambina da un Paese lontano, cresce con la percezione di un’appartenenza sfumata. Ricorda, confusamente, solo la madre: il suo volto, ormai sfocato, e le sue “frasi della buonanotte, le parole di conforto che ti cullavano come canti, la nostra isola linguistica dove abitavamo solo noi”.

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“Memoria di ragazza”, una scrittrice allo specchio

Memoria di ragazza nasce da un’esigenza creativa e personale di Annie Ernaux: quella di produrre il “testo mancante” senza il quale il suo lascito letterario risulta incompleto e di riempire un “buco inqualificabile” nel suo percorso di scrittrice. Come il resto della produzione di Ernaux, questo libro è un racconto della sua vita attraverso la ricostruzione degli eventi e la rievocazione, sincera e a volte feroce, di idee e sentimenti. In particolare, tratta dell’estate del 1958, quando quella che era ancora Annie Duchesne, diciotto anni, lascia per la prima volta la casa dei genitori per passare l’estate in una colonia, lavorando come educatrice. Un momento di transizione, una cesura forte e difficile da rievocare: Ernaux prova più volte a scrivere di questo periodo della sua vita, e ci riesce solo cinquantacinque anni dopo. Si tratta di periodo che, per quanto breve, porta a cambiamenti radicali: la scrittrice si rapporta senza filtri agli altri, ne subisce il giudizio impietoso, scopre il sesso e si scopre libera, seppure incapace di prevedere e controllare le conseguenze di questa libertà.

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