“Bandito”, la sacralità della vita contro l’orrore della guerra

Sven Elversson, affidato da bambino a un’aristocratica coppia inglese, torna dai suoi genitori nella sua piccola isola in Svezia macchiato dalla più infamante delle colpe: aver mangiato carne umana, spinto dalla disperazione e dalla fame, durante una spedizione al Polo Nord. Nonostante il suo fare umile e servizievole, l’atto empio lo insegue come una maledizione: nessuno riesce a reprimere il disgusto per chi ha osato profanare la sacralità della morte. Persino il parroco, a propria volta in fuga da una dannazione familiare, trova intollerabile ammettere Sven in chiesa e arriva a denunciare il suo misfatto dal pulpito.

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“Cronache private” nell’Italia degli anni ’60: un delitto svela le contraddizioni di un Paese

I fatti di cronaca, per come si snodano e per il modo in cui li si racconta, dicono molto della cultura di un Paese: svelano vizi e preconcetti, tabù, paure, piccole e grandi meschinità. Succede per tanti dei casi che restano nella memoria collettiva, come quello cui si ispira il romanzo di Valentina Parasecolo: l’omicidio di un ragazzino, Ermanno Lavorini, alla fine degli anni Sessanta del Novecento.

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