“L’invenzione dell’amore”: ritrovarsi nella vita di un altro

Samuel vive un’esistenza priva di guizzi. Dalla sua terrazza osserva i tetti di Madrid e l’affannata vita che scorre tra le vie cittadine, senza sentire l’esigenza di prendere parte a quel caos. Ha superato i quarant’anni e si muove con la stessa indolenza nell’amore e sul lavoro. “Per essere veramente vivo – racconta all’inizio della storia – devi essere disposto a pagare un prezzo per ciò che ottieni. Ed è lì che vacillo. Sto diventando pigro; mi costa pagare per ottenere e tendo ad accontentarmi di quello che arriva gratis, ovvero, di poca roba”. ll placido fluire degli eventi viene interrotto da una telefonata che annuncia la morte di Clara. 

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“Metodi per sopravvivere”: l’empatia che fa breccia nella solitudine

I protagonisti del romanzo di Guðrún Eva Mínervudóttir hanno un elemento comune: la solitudine più o meno esposta, più o meno evidente, ma in ogni caso profonda, capace di chiuderli in una bolla inaccessibile. Ognuno trascina il proprio fardello: un amore non corrisposto o perduto, un episodio infamante, un malessere inesplicabile. Sono anime sconosciute che si incontrano e decidono di percorrere un tratto di strada insieme. 

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