
L’autore di American Psycho riscrive la sua storia. Non è detto che tutto sia vero. Ciò che conta è affidarsi al racconto. Possibilmente, perdersi, come già abbiamo fatto in Lunar Park (2005).
Il giovane aspirante scrittore, Bret, corteggia le sue muse, sperando di incrociarle tra le colline dietro Los Angeles o tra i corridoi della scuola superiore, tra le più costose della città. Siamo negli anni Ottanta delle carriere fulminanti, a un passo dal Sogno Americano. Le piscine sono blu, le mamme fumano sigarette sottilissime, i padri fuggono, tornano, nel frattempo fatturano e guadagnano. Nelle auto incolonnate lungo Mullholland, i figli si inseguono tra feste e uscite al cinema.
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