“Chouquette”, oro e buio d’estate a Saint-Tropez

Incontriamo Catherine, la protagonista del romanzo di Émilie Frèche, mentre si affanna per raggiungere la sua splendida villa di Saint-Tropez. Ha 64 anni, una nuova estate davanti e un matrimonio di cui si ostina a non accettare la fine. Il marito, Jean-Pierre, è sempre nei suoi discorsi e nei suoi pensieri, ingombrante assenza che la cristallizza in una realtà fatta di false speranze e inutili attese, un presente distorto che condiziona anche il suo rapporto con gli altri. A partire dalla figlia Adèle, che forse per reazione ha cercato e creato per sé una vita completamente diversa: felicemente sposata con Vincent, impegnata in missioni umanitarie in giro per il mondo, compatisce e rimprovera la madre considerandola una donna egoista, incapace di reagire, dedita unicamente alle apparenze e al marito immaginario. 

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“La traversata notturna”: in cammino tra le vie di Torino per dare un senso al passato

La traversata che dà il titolo al romanzo di Andrea Canobbio comincia con una valigia piena di lettere e una pila di agende fitte di appunti. Le lettere sono quelle che i genitori dell’autore si scambiarono all’inizio del loro amore: era il periodo in cui, circondati dalle macerie della guerra, iniziavano a gettare le fondamenta della loro vita insieme ed erano proiettati verso un futuro di progettualità e tranquilla intimità familiare. Le agende, in cui il padre di Canobbio registrava gli avvenimenti del proprio lavoro di ingegnere in tutti i minimi dettagli, contengono spiragli sulla sua vita personale e su quello che è poi il fulcro del romanzo: la depressione che lo ha afflitto per trent’anni e suoi effetti sul resto della famiglia.

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“Mi limitavo ad amare te”, la resistenza dell’umano nel caos della guerra

Cosa facevo io mentre durava la storia?
Mi limitavo ad amare te.

Nel titolo dell’ultimo romanzo di Rosella Postorino, tratto da una poesia dell’autore bosniaco Izet Sarajlić, ci sono già la bellezza e lo strazio che lettori e lettrici incontreranno in ogni pagina. Le vicende dei personaggi, che si dipanano per quasi vent’anni, partono nel 1992 dall’orfanotrofio di Bjelave, nel cuore di una Sarajevo sotto assedio. Per le strade che hanno perso ogni segno dell’antica vivacità, i bambini – come tutti – cercano di sopravvivere schivando le pallottole dei cecchini. Tormentati dalla fame e circondati dal degrado di una città allo sbando, si aggrappano l’uno all’altro in un abbraccio istintivo e disperato. Anche la paura è un lusso che non ci si può permettere, un fantasma da sfidare e ricacciare in cantina.

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“Rubare la notte”, la vita immaginata di Antoine de Saint-Exupéry 

Lo ha conosciuto da bambina, attraverso le letture che il padre – cantante lirico – le regalava prima di andare a dormire. Recitando Il piccolo principe, o interpretando Pilota di guerra. Un mondo, quello di Antoine de Saint-Exupéry, che Romana Petri ha studiato a fondo negli anni, fino a sentire il bisogno di calarsi nei suoi panni (e nei suoi pensieri) per raccontarcelo in questa deliziosa biografia romanzata. Sospesa – come lo era lui – tra cielo e terra, realtà e immaginazione. 

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