
In un’intervista rilasciata a gennaio, quando il 2020 non si era ancora rivelato come l’anno della pandemia e parole come “lockdown” e “autoisolamento” non erano ancora di uso quotidiano, Ottessa Moshfegh scherzava sul fatto che il suo penultimo romanzo, Il mio anno di riposo e oblio, sembra aver goduto di un picco di vendite nei primi giorni dell’anno: “Sarà perché i lettori sperano che il 2020 sia il loro anno di riposo e relax?” (il titolo originale del libro è infatti My Year of Rest and Relaxation, più ironico e meno rivelatore rispetto alla traduzione italiana). Di certo la scrittrice americana non prevedeva che la protagonista del suo romanzo, nella sua decisione di isolarsi e “ibernarsi” per un anno in un sonno chimicamente indotto, avrebbe presto rievocato sensazioni familiari.
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