“La morte in mano”, un’indagine sui segreti della mente

In un’intervista rilasciata a gennaio, quando il 2020 non si era ancora rivelato come l’anno della pandemia e parole come “lockdown” e “autoisolamento” non erano ancora di uso quotidiano, Ottessa Moshfegh scherzava sul fatto che il suo penultimo romanzo, Il mio anno di riposo e oblio, sembra aver goduto di un picco di vendite nei primi giorni dell’anno: “Sarà perché i lettori sperano che il 2020 sia il loro anno di riposo e relax?” (il titolo originale del libro è infatti My Year of Rest and Relaxation, più ironico e meno rivelatore rispetto alla traduzione italiana). Di certo la scrittrice americana non prevedeva che la protagonista del suo romanzo, nella sua decisione di isolarsi e “ibernarsi” per un anno in un sonno chimicamente indotto, avrebbe presto rievocato sensazioni familiari.

Continua a leggere…

“Donne e potere”, una relazione complicata

Il discorso pubblico delle donne: un tabù sin dalle origini della tradizione letteraria dell’Occidente. Proprio da quella tradizione parte Mary Beard, accademica del Newham College di Cambridge, per raccontare quanto profondi siano i condizionamenti che pesano sull’immagine pubblica femminile. Il suo “Donne e potere” si basa su due conferenze tenute nel 2014 e nel 2017 e si apre con il primo esempio di un uomo che mette a tacere una donna: Telemaco che si rivolge alla madre, Penelope, invitandola a uscire di scena. “La parola spetterà qui agli uomini – le dice il figlio – a tutti e a me soprattutto, che ho il potere qui in casa”.

Continua a leggere…

“Glass Town”, il regno fantastico dei giovani Brontë

Prima di Jane Eyre, Cime tempestose e Agnes Grey, e di certo meno conosciuti e celebrati, c’erano i regni fantastici di Glass Town, Angria e Gondal, frutto della fervida immaginazione infantile di Charlotte, Branwell, Emily e Anne Brontë. Dodici soldatini di legno ricevuti in dono dal padre diventano I Dodici, un esercito di conquistatori e fondatori prima della mitica Glass Town, poi del più esteso regno di Angria. Della saga di Angria, opera giovanile di Charlotte e Branwell, ci resta una una raccolta frammentaria di poesie, racconti e articoli di giornale immaginari; ben poco, invece, resta del successivo regno di Gondal, “fondato” da Emily e Anne nel 1831 (quando Anne ha solo 11 anni, Emily 13) in un moto di ribellione nei confronti dei fratelli maggiori.

Continua a leggere…

“Un’estate con la Strega dell’Ovest” per ritrovarsi nelle piccole cose

“La cosa più importante è la forza di volontà. La forza di decidere da soli, la forza di rispettare fino in fondo le proprie scelte”. È questo il requisito fondamentale per diventare una “strega”: un addestramento difficile che mette da parte gli incantesimi per concentrarsi sulla conoscenza interiore e sul controllo delle emozioni. A iniziare questo percorso di determinazione e scoperta è Mai, tredicenne inquieta che non vuole più andare a scuola e, su suggerimento della madre, si trasferisce per poco più di un mese in campagna dalla nonna: una donna inglese arrivata in Giappone da giovane e rimasta lì per amore.

Continua a leggere…