Il nostro 2023 in dieci libri

Breve lista dei libri che abbiamo amato di più.

Strega, Johanne Lykke Holm. Nove ragazze si ritrovano nel villaggio alpino di Strega per lavorare alll’Olympic, un grandioso albergo che però ha visto tempi migliori. Le ragazze si prendono cura l’una dell’altra e familiarizzano con la natura quasi selvaggia che le circonda. Nel frattempo, continuano a tirare a lucido stanze che sembrano destinate a restare perennemente vuote. Fino a quando i clienti arrivano e sconvolgono la tetra calma dell’Olympic. Gotico.

La traversata notturna, Andrea Canobbio. L’autore indaga sul passato della sua famiglia ricostruendo una storia segnata dalla malattia depressiva del padre e legata a doppio filo alla città di Torino. La traversata notturna è un esperimento letterario che ricorda Austerlitz di W. G. Sebald nella sua capacità di connettere i luoghi geografici alla storia sia personale che collettiva. Psicogeografico.

V13, Emmanuel Carrère. Nel 2021 lo scrittore francese riceve dal quotidiano Obs l’incarico di seguire il V13, il processo per le stragi parigine del 13 novembre 2015. Gli articoli prodotti vengono ampliati e raccolti in un volume in cui cronaca giudiziaria e letteratura si mescolano in un’indagine su radicalizzazione, giustizia e perdono. Profondo.

Vestiti Musica Ragazzi, Viv Albertine. Un “album di ricordi” autobiografico che ripercorre con schiettezza la vita (o meglio, le tante vite) della chitarrista e cantautrice, pioniera del punk inglese. Dall’amicizia con Sid Vicious alla tormentata storia d’amore con Mike Jones, che le dedicò “Train in Vain” dei Clash, fino agli anni delle Slits, una delle prime band di sole donne, in cui entrò senza saper ancora suonare una nota, ma con cui influenzò l’intera scena. Droga, sesso, look estremi, ribellione e provocazione. Una stagione che Albertine descrive senza ipocrisie, con la stessa attitudine con cui racconta, poi, anche la carriera nel cinema, il matrimonio, la straziante ricerca della maternità, il cancro e il divorzio. E ancora, la rinascita, il ritorno alla musica e la coraggiosa esplorazione di nuove strade – a cominciare dalla scrittura – per esprimere la propria inesauribile creatività. Ribelle.

Tutto sull’amore, bell hooks. Un saggio che smonta idealizzazioni e sentimentalismi per cercare una definizione “pratica” dell’amore: un’impresa ancora più ardita in una società – quella dominata dal capitalismo – in cui questo concetto viene idealizzato e allo stesso tempo soffocato da un imperante cinismo. La bellezza di questo trattato, e la sua scomoda forza, sta nel suo richiamo alla responsabilità individuale: l’amore non accade mai per caso, ci dice, non è una pura fatalità o una “caduta”. L’amore è un atto di volontà, una scelta: l’intima connessione con l’altro implica impegno e disponibilità a cambiare, a crescere, a donarsi per una reciproca crescita spirituale. Illuminante. 

Baby Blue, Bim Eriksson. Immaginate un Paese in cui ogni emozione negativa sia bandita in nome della produttività, ogni manifestazione di rabbia o tristezza etichettata come “malattia mentale”. Una dittatura del sorriso sorvegliata da un esercito di socioguardiani, pronti a punire ogni “devianza” nel migliore dei casi con una lobotomia, nel peggiore con la morte. Protagonista di questa graphic novel distopica, la malinconica Betty Pott, cameriera di un caffè che – quasi suo malgrado – finirà per unirsi alle alla resistenza clandestina, tra sorellanza e lotta armata. Una riflessione coraggiosa della giovane fumettista svedese su una società avvelenata dall’imperativo della felicità. Liberatorio.

Caro stronzo, Virginie Despentes. Magnificamente scritto, questo scambio epistolare sviscera l’intimità dei personaggi svelandone dipendenze, ossessioni e debolezze. La corrispondenza tra uno scrittore accusato di molestie sessuali e una leggendaria attrice di mezz’età è intervallata dai post di una blogger femminista che porta avanti la sua battaglia contro violenze e discriminazioni di genere. Nel romanzo di Despentes ci sono internet, il MeeToo, il femminismo, le dipendenze, la città trasfigurata dal lockdown, la disparità tra chi il potere lo gestisce e chi ne viene schiacciato: temi non incasellati in categorie di comodo ma sviscerati attraverso l’esperienza dei singoli. Dirompente. 

Stacy, Gipi. È una storia che nasce dalla rabbia quella disegnata dal celebre fumettista nella sua ultima graphic novel: un modo per elaborare quanto accaduto con la polemica esplosa nel 2021 per una sua striscia in tema di violenza sulle donne. Protagonista di queste pagine è il suo alter ego Gianni, uno scrittore di successo prestato alla sceneggiatura per le serie tv. È all’apice della carriera finché un giorno il suo mondo crolla: in un’intervista racconta di aver sognato di rapire e torturare una ragazza – definendola per di più “burrosa”. L’indignazione monta sui social network. Gianni viene messo alla gogna – ed è allora che la sua vita “si sdoppia”, che il suo “demone” emerge, rendendo impossibile fino alla fine capire se si tratti di delirio o di realtà. Uno sfogo che via via si trasforma però in qualcos’altro: una discesa di Gipi nei propri inferi e al contempo una satira velenosa su paradossi e compromessi del dibattito pubblico. Caustico.

Mi limitavo ad amare te, Rosella Postorino. Lo stile di Postorino è denso, costringe a una lettura spezzata, a volte faticosa. Ma le immagini nitidamente evocate restano negli occhi e nella memoria: a distanza di mesi, tornano in mente l’orrore della guerra, il dolore di bambini strappati al proprio Paese e alle proprie famiglie, la forza di legami nati nella sofferenza e (anche) per questo indissolubili. Intenso.  

Chi è nudo non teme l’acqua, Matthieu Aikins. Nel 2016 il giornalista canadese-americano Aikins si finse un migrante afghano e intraprese la rotta che dal Medio Oriente porta al Mediterraneo attraverso Bulgaria e Turchia. Il risultato è uno splendido reportage/memoir: una storia di speranza, paura, trafficanti di uomini e echi di una politica spietata e lontana, che apre gli occhi su una questione che è sempre più parte della nostra quotidianità ma le cui sfaccettature facciamo spesso fatica a capire. Attuale.

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