
Un mondo che scompare, portato via dalla corrente. Quella in cui si muove il piccolo Ganbeto è una realtà in repentina trasformazione, fatta di antichi riti e mestieri che cedono il passo al nuovo. In casa arrivano il bagno e la televisione, l’italiano si fa strada scalzando il dialetto, il paese cambia condannando all’oblio consuetudini che sembravano eterne. Eppure il tempo sembra concedere una sospensione a bordo del burcio, l’imbarcazione usata per il trasporto delle merci sui canali e sui fiumi della Pianura Padana. Sul burcio di nonno Caronte, la “Teresina”, Ganbeto trascorre un’estate mitica, di crescita e scoperta, maturando la convinzione che “non avrebbe mai fatto altro nella vita: il barcaro era l’arte per la quale sentiva di essere nato”.
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