“Caro stronzo”: Virginie Despentes mette a nudo le nostre debolezze

Tutto inizia con un commento denigratorio che lo scrittore quarantenne Oscar Jayack scrive sul profilo di Rebecca Latté, leggendaria attrice ora alle prese con i bilanci, le delusioni e le porte in faccia che arrivano con la mezza età. Tra i due inizia una corrispondenza prima risentita e guardinga, poi sempre più aperta, profonda, sincera. “Caro stronzo” segna l’apertura delle ostilità e insieme l’inizio di un viaggio nelle profondità di sé stessi: specchiandosi nell’esperienza dell’altro, ognuno si ritrova a guardare e portare in superficie le proprie debolezze, paure e meschinità. Lo scambio epistolare è intervallato dai post di Zoé Katana, blogger femminista trentenne, che ha denunciato Oscar per molestie e su internet porta avanti le sue battaglie con la furia di una generazione in realtà fragile. Sui social le sue tesi di rottura e la sua rabbia trovano terreno fertile e ostile insieme: da un lato raggiungono gli altri e le altre permettendo la condivisione di esperienze comuni, dall’altro diventano un boomerang, dando l’autrice in pasto a odiatori e frustrati seriali.

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