Se l’obiettivo era girare un film “su nulla”, materializzando sullo schermo quello che Flaubert si proponeva di fare sulla carta, allora siamo davanti a un’opera riuscitissima. Perché il vuoto è il protagonista assoluto di questa carrellata sontuosa e decadente di musica a palla, corpi rifatti e sfatti, feste abbaglianti e residenze lussuose. La grande bellezza di Paolo Sorrentino è la realtà molto luccicante e molto cafona di un micromondo – quello salottiero della capitale – che vive all’eccesso spostandosi da un ricevimento all’altro quasi per inerzia. A fare da narratore ci pensa Toni Servillo, impeccabile nei panni di Jep Gambardella, scrittore e giornalista che ha scritto un solo libro molti anni prima e poi più niente – perché “Roma ti distrae”. E Roma permea tutto il film, si nasconde negli sfondi, rivela il lato più intimo nelle volte dei suoi antichi palazzi, si concede interamente nelle inquadrature che la ritraggono di giorno e di notte, sempre avvolgente, sempre splendidamente complice eppure sempre lontana, quasi indifferente ai drammi umani che vanno in scena dietro quel divertimento orgiastico cui nessuno sembra aver voglia di rinunciare.
Mese: Maggio 2013
Franca Rame: l’arte (e un blog) a sostegno delle donne
A pochi giorni dalla morte di Don Andrea Gallo se ne va un altro simbolo della storia del nostro Paese, un altro esponente di quella corrente di “non rassegnati” di cui, a ottantaquattro anni, faceva ancora parte: Franca Rame si è spenta ieri a Milano; oggi la città le dà l’ultimo saluto nella camera ardente allestita al Piccolo Teatro. Nata in una famiglia di attori da generazioni e cresciuta in teatro, con Dario Fo abbracciò l’utopia sessantottina e portò avanti un progetto di teatro militante. Come Rafael Alberti e María Teresa León durante la guerra civile spagnola, la coppia recitava satire politiche e di controinformazione direttamente “al fronte” (fabbriche occupate, piccoli centri, palazzetti dello sport in cui poter radunare quanta più gente possibile), cercando il contatto con le realtà più disagiate: famiglie vittime della disoccupazione, carcerati.Continua a leggere…
“Wood, Stone and Friends”, la Natura rigenerata di Jimmie Durham

Artista visivo, scultore in particolare, ma anche saggista e poeta, Jimmie Durham è un Cherokee nato in Arkansas nel 1940, attivista politico di primo piano nell’American Indian Movement. Da trent’anni vive a Roma, dopo aver volontariamente abbandonato gli Stati Uniti, da lui definiti irrispettosi e irriconoscenti nei confronti del suo popolo d’origine.
Dagli anni Ottanta si dedica alla realizzazione di opere che spesso partono da oggetti trovati (quando non si tratta di rifiuti) finalizzate a decostruire e mettere in crisi gli stereotipi e i pregiudizi della cultura occidentale, in particolare nella rappresentazione dell’identità degli indiani nord americani. I principi di monumentalità celebrativa, permanenza e universalità di architettura e scultura, considerata per secoli un mezzo per affermare l’identità di un popolo e della sua cultura, vengono rifiutati per liberare l’oggetto dalla volontà dell’uomo di controllarne la natura.Continua a leggere…
Dalla parte degli editori: perché serve il “controllo di qualità”
Con Francesco Formaggi, giovane scrittore cui è riuscito il salto dal self-publishing alla pubblicazione con una casa editrice, abbiamo parlato delle difficoltà che gli autori esordienti incontrano per affacciarsi sul mercato. Guardiamo ora agli editori: spesso mancano investimenti e sperimentazioni. A volte piccole case editrici chiedono agli autori pagamenti o acquisti di copie come “garanzia” in vista della pubblicazione; altre volte non si ha il coraggio di puntare su nomi nuovi.
Editoria e scrittori: esordire ai tempi del self-publishing

Self-publishing, e-commerce, contest letterari. L’editoria cambia, si espande, scopre nuovi linguaggi e nuove strade. Francesco Formaggi è di Frosinone e ha 33 anni. Ha pubblicato il suo libro d’esordio Birignao, sulla piattaforma di self-publishing Ilmiolibro.it. Poi la svolta: un concorso, un’agenzia letteraria, la prossima pubblicazione con una casa editrice importante. Con lui abbiamo parlato dei siti di auto-pubblicazione, delle possibilità offerte ai giovani autori dalla rete e del ruolo dell’editore tradizionale che continua a essere, nonostante tutto, insostituibile.
A volte ritornano…senza l’ebook
È di pochi giorni fa la notizia che il prossimo romanzo di Stephen King, Joyland, non avrà una versione digitale, almeno per il momento. Lo scrittore ha confidato al Wall Street Journal di non aver venduto i diritti di pubblicazione digitale della sua ultima opera, la cui versione cartacea è pronta per sbancare il mercato anglosassone fra due settimane, per fare in modo che i lettori sconfiggano la pigrizia e si prendano la briga di recarsi in una vera libreria. Un’operazione che ha molto senso in un mercato, quello americano, dove l’ebook ha messo seriamente in crisi l’editoria cartacea e le librerie tradizionali. Un atto non certo eroico, visto che una delle poche certezze su cui possiamo contare nella vita sono i milioni di copie vendute dal maestro del brivido, a dispetto della crisi economica e della pigrizia dell’uomo medio americano. Resta però un messaggio significativo, a sostegno non solo dell’editoria cartacea, ma anche di quella indipendente: il romanzo verrà infatti pubblicato da Hard Case Crime, casa editrice specializzata nel genere giallo e noir, e famosa per le illustrazioni delle sue copertine. Charles Ardai, editore di Hard Case Crime, ha affermato che l’unico motivo per cui King ha deciso di pubblicare con loro è che desiderava una copertina originale, illustrata in autentico stile pulp. Ma tant’è: il risultato vale più delle intenzioni.
Omofobia: quando il razzismo colpisce i sentimenti
«Che cosa esiste in ogni angolo del mondo, è accettato e celebrato in alcuni Paesi, ma è illegale in settantasei? Che cosa è nascosto per paura di pubblica umiliazione, incarceramento, tortura o persino pena di morte in sette Paesi? Che cosa rende possibile trattare alcune persone come cittadini di seconda classe ovunque vadano? Che cosa fa sì che i bambini vengano buttati fuori di casa, studenti tiranneggiati ed espulsi dalle scuole e lavoratori licenziati senza motivo? Che cosa esiste in ogni Paese, da sempre, ma è ancora considerata anormale? La risposta? Essere gay, lesbica, bisessuale, trasgender. In tutto il mondo milioni di persone affrontano violenza e discriminazione solo per essere ciò che sono».Continua a leggere…
Bari, l’innovazione scende in piazza

Una città invasa da tecnologia e conoscenza. Così si presenta Bari in questi giorni per la terza edizione del Festival dell’innovazione che porta in strada – nei luoghi centrali del capoluogo – discussioni e laboratori sui nuovi modi di fare impresa, sulla comunicazione multimediale, sul web. Stand nelle vie principali, da piazza del Ferrarese a piazza Mercantile passando per corso Vittorio Emanuele, diventano punti di incontro per studenti, imprenditori, amministratori e ricercatori. Una manifestazione dinamica che quest’anno si occupa in particolare di temi quali la creazione di un circolo virtuoso ricerca-impresa-finanza, l’alta tecnologia made in Italy, le buone pratiche per uno sviluppo ecosostenibile e la formazione imprenditoriale per i giovani che vogliono fare impresa.





