
La traversata che dà il titolo al romanzo di Andrea Canobbio comincia con una valigia piena di lettere e una pila di agende fitte di appunti. Le lettere sono quelle che i genitori dell’autore si scambiarono all’inizio del loro amore: era il periodo in cui, circondati dalle macerie della guerra, iniziavano a gettare le fondamenta della loro vita insieme ed erano proiettati verso un futuro di progettualità e tranquilla intimità familiare. Le agende, in cui il padre di Canobbio registrava gli avvenimenti del proprio lavoro di ingegnere in tutti i minimi dettagli, contengono spiragli sulla sua vita personale e su quello che è poi il fulcro del romanzo: la depressione che lo ha afflitto per trent’anni e suoi effetti sul resto della famiglia.
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