La felicità degli altri è il racconto della lenta e non definitiva elaborazione del dolore che Clotilde porta con sé dagli anni dell’infanzia. La protagonista deve il suo nome a quello di una zia che non ha mai amato: per questo, e per il suo inappagato bisogno di fuga dal passato e la infruttuosa ricerca di se stessa, nel corso della storia lo cambierà in Cloe, poi in Anais ed Esoluna. Cambi di identità e di collocazione affettiva e geografica che raccontano un personaggio evasivo, che si rifugia nelle ombre dei non detti e fugge dalla menzogna che la sua mente – rimasta in parte bambina – ha elaborato, e sulla quale ha costruito un’identità fragile e ostile.
Continua a leggere…Mese: luglio 2021
“I sepolti vivi”: la dignità del lavoro manuale in una cronaca di cinquant’anni fa
Uno dei punti di forza della produzione di Gianni Rodari, a oltre cento anni dalla sua nascita, risiede nella sua capacità di essere ancora terreno fertile per molteplici forme espressive. È quanto accade con I sepolti vivi, storia a fumetti illustrata da Silvia Rocchi da un’idea dello storico Ciro Saltarelli, che prende vita da un articolo scritto da Rodari nel 1952 per la rivista Vie nuove, quando l’autore di Omegna era ancora un giovane dirigente di partito, vicinissimo ai principi del PCI ma con un pensiero critico autonomo, impegnato a dar voce agli ultimi attraverso il suo strumento di lotta privilegiato: la scrittura.
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