Le confessioni di una giovane tedesca alla ricerca di identità e redenzione

Un monologo dissacrante, onesto, amaro e divertente sul concetto di identità, sulla difficoltà di scoprirla e di accettarla. Si ha la conferma, leggendo “Un cazzo ebreo”, di come la distinzione fra l’individuale e il collettivo non sia mai netta e che ugualmente illusoria sia la possibilità di lasciarsi il passato alle spalle senza sentirne costantemente il peso.

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