
Incontriamo Catherine, la protagonista del romanzo di Émilie Frèche, mentre si affanna per raggiungere la sua splendida villa di Saint-Tropez. Ha 64 anni, una nuova estate davanti e un matrimonio di cui si ostina a non accettare la fine. Il marito, Jean-Pierre, è sempre nei suoi discorsi e nei suoi pensieri, ingombrante assenza che la cristallizza in una realtà fatta di false speranze e inutili attese, un presente distorto che condiziona anche il suo rapporto con gli altri. A partire dalla figlia Adèle, che forse per reazione ha cercato e creato per sé una vita completamente diversa: felicemente sposata con Vincent, impegnata in missioni umanitarie in giro per il mondo, compatisce e rimprovera la madre considerandola una donna egoista, incapace di reagire, dedita unicamente alle apparenze e al marito immaginario.
Gli altri, nel racconto, sono satelliti che ruotano intorno a Catherine: irrequieta, sopra le righe e assolutamente incapace di riconoscere e gestire le proprie emozioni, la protagonista di questo libro si muove incessantemente bramando le attenzioni dei personaggi e dei lettori. La sua quotidianità, fatta di frenetiche istruzioni al personale di servizio e puntute conversazioni con la rivale di sempre, l’ex amante del marito, viene interrotta dall’arrivo del nipotino.
Il piccolo Lucas, cinque anni, è l’unico adulto della storia: pacato, lucido e disarmante nelle domande come nelle risposte, permetterà alla nonna – da lui chiamata con il soprannome di gioventù, Chouquette – di svegliarsi dal torpore esistenziale e riprendere il contatto con sé stessa.
Frizzante e luminosa, la scrittura di Émilie Frèche disegna un mondo dorato che continua a brillare mentre la crisi finanziaria incombe: yacht, bottiglie di champagne, feste sfrenate, flirt e discorsi sfacciatamente superficiali non riescono a nascondere un’inquietudine di fondo, una sensazione di vuoto e inutilità. Solo quando il rumore si attenua e si smette di vagare senza meta, solo quando ci si lascia di nuovo toccare – e ferire – dagli altri, si inizia a sentire il dolore troppo a lungo negato: è una crepa nelle barriere costruite con tanta cura, un momento di rottura che cambia tutto, un attimo di consapevolezza che getta nella disperazione e consente, infine, di guarire.
«Sono venuta con mio nipote».
«Con tuo nipote? E da quand’è che avresti un nipote?»
«Da quando non ho più un cane» ribattè a tono Catherine.
Libro: Chouquette
Autrice: Émilie Frèche, 2017
Titolo Originale: Chouquette
Traduttrice: Marina Karam
Edizione: LiberAria, 2022
Briefly in English: Catherine is a rich 64 year old woman who refuses to accept the end of her marriage. She spends her Summer days in a grand villa in Saint-Tropez, waiting in vain for her husband to arrive and attending luxurious parties with her long-standing rival, her husband’s ex lover Diane. The unexpected arrival of her 6 year old grandchild Lucas – who calls her by the nickname she went by in her youth, Chouquette – changes everything: his tender and brutal honesty forces her to finally face her unconfessed pain – and heal.
