
I fatti di cronaca, per come si snodano e per il modo in cui li si racconta, dicono molto della cultura di un Paese: svelano vizi e preconcetti, tabù, paure, piccole e grandi meschinità. Succede per tanti dei casi che restano nella memoria collettiva, come quello cui si ispira il romanzo di Valentina Parasecolo: l’omicidio di un ragazzino, Ermanno Lavorini, alla fine degli anni Sessanta del Novecento.
Parasecolo cambia nomi e contesto, ambientando la storia nel fittizio paese di Ferso. È qui che scompare misteriosamente un bambino undicenne, Sergio Rambaldi. Il libro non vuole aggiungere elementi o offrire nuove ricostruzioni dell’accaduto – come spiega l’autrice nella nota introduttiva; conserva però le contraddizioni dell’Italia del boom: un Paese in bilico tra un passato rurale e una modernità ancora acerba, che si proietta verso il futuro covando sotterranee tensioni politiche e sociali pronte a esplodere. Le lacerazioni di quel periodo sono tutte in queste pagine e non risparmiano nessuno: chi indaga sul caso, la comunità pronta al linciaggio del presunto colpevole, i media che iniziano a sguazzare nelle acque torbide della cronaca nera.
Il romanzo, pur raccontando una vicenda collettiva, non dimentica i singoli: le persone coinvolte nel mistero e quelle che incontriamo nelle prime pagine, quando il delitto è ancora lontano. Fin da subito impariamo a conoscere Dora Bois e Giovanni Pitorsi, le cui vite si intrecciano e si allontanano sulla scia di desideri e paure. Si incontrano e si amano giovanissimi; poi la vita li porta altrove. Dora, quasi schiacciata dall’abbandono, troverà la strada per realizzare il suo sogno: mettere su un laboratorio di sartoria; Giovanni, inseguendo le opportunità offerte dalla modernità nascente, troverà il suo posto nel mondo diventando fotoreporter per un rotocalco.
Li seguiamo mentre affrontano i propri fantasmi e curano le proprie ferite, mentre guardano avanti e respingono ricordi dolorosi, mentre infine si ritrovano con un obiettivo comune: non arrendersi a una verità di comodo, frugare sotto la coltre di ipocrisia e interessi per scoprire le responsabilità nascoste, i mandanti occulti, gli agitatori che soffiano sulle paure di una società che cambia quasi malgrado sé stessa.
Le vicende narrate in Cronache private si riferiscono a un preciso periodo storico, ma raccontano gli slanci e le piccolezze degli individui e della collettività in ogni tempo: da un lato la tentazione di seguire la massa e nascondersi nella folla, dall’altro il bisogno e il coraggio di distinguersi, di sottrarsi alle convenzioni, di sfidare l’ordine costituito in nome di un significato più autentico e profondo.
Diversamente dall’idea che hanno molti lettori, di giornali e di libri, diversamente da quello che lui stesso aveva pensato per tutta la vita, il male quasi mai è il frutto di un’attenta elaborazione, il piano di un’intelligenza malevola. E quasi mai la soluzione della giustizia, l’equilibrio finale del bene, è una conquista logica e lineare fondata su una causalità perfetta.
La citrullaggine, la leggerezza, talvolta l’inerzia del conformismo muovono il mondo anche nei suoi fatti più crudeli.
Libro: Cronache private
Autrice: Valentina Parasecolo
Edizione: Marsilio, 2023
Briefly in English: “Cronache private”, Valentina Parasecolo’s first novel, is a detailed portrait of Italian society back in the 1960s. The mysterious disappearance of a young boy becomes a national issue and one of the first crimes massively covered by the press, letting hidden political and social tensions emerge. But the novel is also a love story: the main characters, Dora and Giovanni, struggle to find their own path; they love and lose each other, they can’t find a way to be together until the end, when they are deeply united by the common search for the truth.
