“La figlia ideale”, l’esistenza negata nella Spagna franchista

Germán Velazquez Martín torna a casa dopo quasi quindici anni di esilio: era riuscito a lasciare la Spagna alla vigilia della caduta della Repubblica, ci ritorna negli anni Cinquanta, quando il Paese è nelle mani di Franco. Le strade di Madrid sono cambiate, così come le persone, ridotte a involucri senza sfumature: emozioni e comportamenti vengono passati al setaccio dall’occhio vigile della comunità, non c’è spazio per condotte estranee al rigido cattolicesimo di Stato, figurarsi per slanci di ribellione. Eppure, Germán prova a restare fedele alla propria storia, alla propria vocazione, agli insegnamenti del padre: da lui, morto in una cella franchista, eredita la passione per la psichiatria e il profondo rispetto per i pazienti. “Mio padre – racconta – ha combattuto contro Franco con tutte le sue forze. Dopo la guerra, l’hanno sbattuto in prigione, condannato a morte, ma prima, quando io avevo tredici anni, mi ha insegnato che il fine non giustifica mai i mezzi. E io non ho dimenticato la lezione”.

La missione civile di Germán si svolge nel manicomio femminile di Ciempozuelos, dove la sua vicenda si intreccia con quella di una giovane infermiera ausiliaria, María Castejón, e con quella di una paziente temuta ed evitata da tutti, Aurora Rodríguez Carballeira, un tempo assistita da suo padre. È lei, donna Aurora, il cuore del racconto, l’elemento storico nella costruzione letteraria: realmente esistita e affetta da una grave forma di paranoia, Aurora Rodríguez Carballeira nel 1933 uccise la figlia adolescente, Hildegart, per poi passare il resto dei suoi giorni in manicomio. Almudena Grandes parte da quell’episodio per calarsi nei complessi meccanismi della mente, per sbrogliare il nodo di quel delirio lucido e doloroso, per raccontare una storia particolare sullo sfondo di una Spagna schiacciata dal regime.

Le tre voci narranti si alternano per raccontare il proprio angolo di mondo, il proprio pezzo di esclusione e sofferenza. Intorno a loro si muovono colleghi e familiari ugualmente provati dalla dittatura, con le loro vite nascoste, le frasi dette a bassa voce, la paura e l’impotenza. Tanti i personaggi che affollano il romanzo, tanti i salti temporali che rendono a volte meno fluida la lettura. Ma il senso è lì, pronto a essere colto in ogni pagina: quant’è difficile restare umani – sembra dirci la scrittrice – eppure, è l’unica cosa che conta.

Lei è un dono di Dio, che Lui ci ha mandato per alleviare le sofferenze delle sue figlie, di tutte queste donne prigioniere di se stesse, intrappolate nei loro cuori e nelle loro teste. Le aiuti, Germán. Sono malate, sono sole, non interessano a nessuno. Soffrono in un modo che noi non possiamo neppure immaginare anche se le vediamo tutti i giorni, e non possiamo fare niente per loro, lavarle, sì, vestirle, sì, accompagnarle, ma cos’è questo? Non è niente se paragonato al dolore che sopportano, alla tenaglia che le tortura dentro senza tregua. Lei è la loro unica speranza. Le restituisca alla loro vita, quella di cui la malattia le ha private. Renda loro la dignità perché tornino a essere persone, perché ricordino come si chiamano, chi amano e chi le ama.

Libro: La figlia ideale
Autrice: Almudena Grandes, 2020
Titolo originale: La madre de Frankenstein
Traduttrice: Roberta Bovaia
Edizione: Ugo Guanda Editore, 2020
Foto: Gianvito Rutigliano

Briefly in English: Germán Velazquez Martín comes back to Spain after almost fifteen years in exile. He left just before the Republic collapsed and now, in the mid-1950s, he finds a totally different country, oppressed by the regime. He works in a psychiatric hospital for women, where he meets María Castejón, a nurse with whom he’ll become intimate, and Aurora Rodríguez Carballeira, a patient diagnosed with paranoia. Doña Aurora’s character is the cornerstone of the novel and is based on the true story of a woman who killed her adolescent daughter in 1933. The writer Almudena Grandes starts from that episode to explore the abyss of the mind and to describe the gloomy, repressed existence under Franco’s dictatorship.

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