
Mel Toews è un uomo anziano e fragile che si ritrova in ospedale senza sapere bene perché. Per tutta la vita ha fatto i conti con il disturbo bipolare e ora, stanco e confuso, guarda al passato cercando di mettere in fila i ricordi. Osserva, rimugina, annota pensieri su biglietti svolazzanti. Lo fa meccanicamente, ossessivamente, e noi lo seguiamo in quest’opera complessa di ricostruzione. Avanziamo nel suo mondo con circospezione, un po’ spaesati; poi, senza quasi rendercene conto, ci lasciamo cullare dalla sua voce e iniziamo a muoverci in un ambiente familiare: scopriamo il legame con l’amatissima moglie Elvira, il rapporto a volte complicato con le figlie, la passione per l’insegnamento. Pagina dopo pagina, il cumulo disordinato di appunti diventa un racconto coerente, colmo di dolore e bellezza: si entra a far parte della famiglia, si soffre per il peso sempre più soffocante della malattia, ci si emoziona per un gesto semplice di sostegno e conforto.
Swing low, di Miriam Toews, è un atto d’amore nei confronti del padre, l’omaggio a un uomo che, nei suoi ultimi giorni, si convince di aver sbagliato tutto. “Questo libro è il mio tentativo di dimostrare che mio padre aveva torto” – spiega nel prologo la scrittrice, decisa a rivelare quanto quella vita, segnata da momenti di buio e silenzio, sia stata preziosa.
La figlia-autrice si sovrappone così al padre-voce narrante, che cerca pace attraverso le parole e appunta: “Troverò il bandolo di questo casino scrivendo. Raggirerò me stesso. Se riesco a ricordare su su fino a oggi, allora saprò perché sono qui. Avanzerò lentamente fino a oggi, passo dopo passo, ricordo dopo ricordo, e la mia mente in tal modo, poco per volta, accederà a uno spazio di comprensione”. Lo sforzo non è vano: la narrazione rimette in ordine gli eventi e restituisce il ritratto di un uomo capace, nonostante tutto, di trovare la strada per arrivare agli altri con una luce e una forza insospettabili.
Forse avrei persino voluto fermare il tempo o pedalare fino alla luna. Ricordo il dolore alla mascella dove si erano incagliate le parole e la pressione delle lacrime che spingevano dietro la fronte e quella forza abissale che da dentro di me garantiva che non sgorgasse una lacrima e non venisse pronunciata una sola parola. Ero prigioniero e carceriere al tempo stesso, e anelavo a liberarmi attraverso le parole mentre facevo di tutto per impedire che le parole sfuggissero alle tenebre della mia mente.
Libro: Swing Low
Autrice: Miriam Toews, 2000
Titolo originale: Swing Low: A Life
Traduttrice: Maurizia Balmelli
Edizione: Marcos y Marcos, 2020
Foto: Gianvito Rutigliano
Briefly in English: Mel Toews is an old man looking back at his past. Through his whole existence he has struggled with bipolar disorder and now, stuck in a hospital, he tries to find meaning in his life. He writes down memories and facts in an attempt to escape the feeling of confusion and dejection. Little by little he tells us about his beloved wife Elvira, his relationship with his two daughters and his great passion: teaching. We follow his thoughts slowly at first, but then we get more and more involved: we empathize with this man who obstinately returns to his failures and happy moments.
The writer Miriam Toews has written “Swing Low” as a posthumous tribute to her father: she wanted to show him and the readers how precious his life was. She has reached her goal: the narration provides a portrait of a man capable, despite everything, of finding a way to other people’s hearts with unsuspected grace and strength.

[…] Swing low, di Miriam Toews. Un uomo anziano e stanco, che per tutta la vita ha fatto i conti con il disturbo bipolare, si ritrova in ospedale senza capire perché. Annota pensieri su bigliettini volanti per ricordare, per rimettere in ordine gli eventi, per trovare il senso di un’intera esistenza. Swing low, tributo della scrittrice al padre che non c’è più, è un libro che conquista lentamente, un’opera che procede a piccoli passi con il suo carico di dolore e bellezza. […]