David di Donatello, La migliore offerta del cinema italiano

© Fabio Pagani

Ormai totalmente affrancata da ogni pleonastico confronto con la sfarzosa cerimonia degli Academy Awards, la consegna dei David Di Donatello (giunti alla 57a Edizione), il premio cinematografico più importante in Italia, è tornata in possesso della dignità televisiva che merita: dopo la messa in onda pomeridiana su Rai Movie del 2012, quest’anno la premiazione ha riconquistato il primetime di Rai Uno, con una diretta dal Teatro 5 della Dear.

La conduzione della lunghissima serata di venerdì 14 giugno, dopo le ultime edizioni affidate al fin troppo ingessato Tullio Solenghi, è toccata al duo brillante Lillo & Greg, che è tuttavia apparso inadeguato all’occasione: poca la competenza in campo cinematografico, che li avrebbe forse salvati da qualche gaffe di troppo; il ritmo e la gestione dei tempi non sono stati dei migliori, con pause e digressioni inutili e una fretta eccessiva nel momento in cui i vincitori avrebbero dovuto pronunciare il meritato discorso di ringraziamento.

Ma veniamo a questi ultimi, veri protagonisti dell’evento e scelti dall’Accademia del Cinema Italiano – Premio David di Donatello, presieduta da Gian Luigi Rondi, fra i film usciti dal 26 marzo 2012 al 26 aprile 2013.
La lotta all’ultima statuetta tra Diaz, Educazione siberiana, Viva la libertà e La migliore offerta ha visto trionfare Giuseppe Tornatore con il suo raffinato thriller ambientato nel mondo delle aste d’arte, che si è aggiudicato ben sei David, fra cui i più ambiti: miglior film e miglior regista.

Ragguardevole l’exploit di Roberto Andò, che grazie a Viva la Libertà, pellicola dai toni politico-esistenziali, si è aggiudicato il David per la sceneggiatura e ha fatto vincere il premio come miglior attore non protagonista a Valerio Mastandrea (premiato anche come protagonista di Gli equilibristi). L’attore romano ha battuto Stefano Accorsi, candidato per Viaggio sola, Giuseppe Battiston per Il comandante e la cicogna, Marco Giallini per Buongiorno papà e Claudio Santamaria per Diaz.

Diaz di Daniele Vicari, con tredici nomination all’attivo (come Tornatore), si è accontentato di quattro statuette tecniche: produttore (Domenico Procacci), montatore (Benni Atria), fonico (Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini), effetti speciali visivi (Storyteller – Mario Zanot).
I premi come miglior attrice protagonista e migliore attrice non protagonista sono andati rispettivamente a Margherita Buy per Viaggio sola e Maya Sansa per Bella addormentata. Sansa ha dedicato il riconoscimento a tutta la sua famiglia, in particolare a sua nonna, e ha espresso la propria gratitudine al regista Marco Bellocchio, ringraziandolo «per la sua battaglia per il libero arbitrio» e aggiungendo «lo stimo enormemente».

È doveroso menzionare il premio al migliore direttore della fotografia, andato a Marco Onorato, scomparso nel 2012 a 59 anni, per il suo lavoro in Reality (film premiato anche per il migliore acconciatore, Daniela Tartari). Onorato aveva vinto l’Oscar europeo per Gomorra e ha collaborato a tutti i film di Matteo Garrone. Ritirando il David di Donatello, il figlio ha ricordato l’amore del padre per il cinema: «Arrivava sul set due ore prima, anche se dovevano girare un cortometraggio».

Tra i momenti più belli della cerimonia l’intervento di un visibilmente commosso Ennio Morricone, premiato come miglior musicista per La migliore offerta: «Questo premio è come se fosse il primo», ha detto il premio Oscar con la voce rotta dall’emozione, suscitando una spontanea e sentita standing ovation del pubblico in sala.

A Vincenzo Cerami è andato in David Speciale, ritirato dai suoi amici più cari: Roberto Benigni e Nicola Piovani. «Voglio ringraziare pubblicamente Cerami», ha detto Benigni nel suo intervento, «Mi ha insegnato che solo i dilettanti aspettano l’ispirazione, gli altri si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro. Vincenzo mi ha insegnato la sintassi, la sintesi. Quando si scrive un film è la storia di un sogno, lui è precisissimo e solo i grandi visionari sono precisi».

Il David come miglior regista esordiente è andato a Leonardo Di Costanzo per L’intervallo, che ha primeggiato in una categoria molto controversa per la presenza di personaggi già affermati come Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassmann e Laura Morante.

Pieno allineamento fra i giudizi internazionali e popolari per l’attribuzione del premio al miglior film europeo ad Amour di Michael Haneke e quello straniero a Django Unchained di Quentin Tarantino.

Ricordiamo che la cerimonia è stata come consuetudine preceduta dalla presentazione dei finalisti dei Premi David di Donatello presso il Palazzo del Quirinale, alla quale hanno preso parte il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro della Cultura Massimo Bray.
«Sappiamo che le competenze del ministro Bray non sono le stesse di chi ha i cordoni della borsa» e quando ci sono poche risorse «scegliere è difficile», ha detto il Capo dello Stato, auspicando, per il rilancio del settore cinema, un’azione congiunta del Ministro Bray e di quello dell’Economia Fabrizio Saccomanni.
«Dobbiamo individuare tutte le risorse possibili per il fondo dello spettacolo. Credere nel cinema italiano è credere nella sua peculiarità e nella peculiarità della nostra cultura», ha aggiunto Bray.

Di seguito l’elenco di tutti i premiati:

Miglior Film: La migliore offerta, di Giuseppe Tornatore

Miglior regista: Giuseppe Tornatore per La migliore offerta

Miglior regista esordiente: Leonardo Di Costanzo per L’intervallo

Miglior sceneggiatura: Roberto Andò e Angelo Pasquin per Viva libertà

Migliore produttore: Domenico Procacci per Diaz

Migliore attrice protagonista: Margherita Buy per Viaggio sola

Migliore attore protagonista: Valerio Mastandrea per Gli equilibristi

Migliore attrice non protagonista: Maya Sansa per La bella addormentata

Migliore attore non protagonista: Valerio Mastandrea per Viva la libertà

Migliore direttore della fotografia: Marco Onorato per Reality

Migliore musicista: Ennio Morricone per La migliore offerta

Migliore canzone originale: Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, per la canzone Tutti i santi giorni (musica e testi di Simone Lenzi, Antonio Bardi, Giulio Pomponi, Valerio Griselli, Matteo Pastorelli e Daniele Catalucci; interpretata da Virginiana Miller)

Migliore scenografo: Maurizio Sabatini, Raffaella Giovannetti per La migliore offerta

Migliore costumista: Maurizio Millenotti per La migliore offerta

Migliore truccatore: Dalia Colli, per Reality di Matteo Garrone

Migliore acconciatore: Daniela Tartari, per Reality di Matteo Garrone

Migliore montatore: Benni Atria, con Diaz di Daniele Vicari

Miglior fonico di presa diretta: Remo Ugolinelli, Alessandro Palmerini, con Diaz di Daniele Vicari

Migliori effetti digitali Storyteller: Mario Zanot, in Diaz di Daniele Vicari

Miglior film dell’Unione Europea: Amour di Michael Haneke

Miglior film straniero: Django unchained di Quentin Tarantino

Miglior cortometraggio: L’esecuzione di Enrico Iannaccone

Miglior documentario di lungometraggio: Anija-La nave di Roland Sejko

David giovani: La migliore offerta di Giuseppe Tornatore

David alla carriera: Vincenzo Cerami

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