
Per parlare di cos’è diventata la saga di Wimbledon, un anno esatto dopo che i prati dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club sono stati anche dépendance olimpica, vien voglia di fidarsi di uno che qualcosa da questi rettangoli s’è portato via: André Agassi da Las Vegas, Nevada, celebre per l’autobiografico caso editoriale archiviato come Open e perché iridato in tutti i Grand Slam e pure medagliato dell’oro olimpico. Il marito di Steffi Graf ha sostenuto, alla vigilia dell’evento più importante del tennis 2013, che questa sia l’epoca più decisiva della storia del tennis, almeno maschietto: mai s’era visto – dice André – un momento in cui tre fenomeni dello spessore di Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic giocassero tutti assieme; tutti e tre (sul primo non ci sono dubbi, gli altri hanno ancora tempo) potrebbero mettere almeno un gettone di prenotazione al tavolo di Più Grande Giocatore di Sempre.
