Il farsi della scrittura: viaggio all’origine della narrazione

scritturaÈ attraverso lo scrivere che trattiamo la scrittura. Che trattiamo di essa e che il suo atto ci tratta, ci adopera. A chi stende queste parole, in questo istante, accade qualcosa che è lo scrivere; una condizione ben più gravida di questioni, su se stessa, che di risposte. Cos’è, dunque, lo scrivere? A cosa facciamo riferimento quando diciamo: “l’autore scrive”? E, ancor più a fondo, cosa accade quando lo scriviamo (o descriviamo)? Il farsi della scrittura, risponde Giuseppe Zuccarino. Non un fare attivo, dunque, non solo e non proprio. Non è un’intenzione esterna ed esteriore dell’autore a fare la scrittura; piuttosto, il suo esserne coinvolto, allo stesso tempo incluso e incompreso, costantemente alla ricerca di essa e, in questa ricerca, preda sia del desiderio che della fugacità dell’istante, dello svolgimento, del farsi, appunto. Scrittura che si fa: designata per essere fatta, tuttavia è essa stessa a doversi necessariamente fare, e nel suo farsi, a fare il suo stesso creatore, a dirne l’avvenire, il successo, l’accaduto.

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