Siamo tutti la Tunisia di fronte all’élite repressiva.
(Muhammad al-Ajami)
È per questo verso, scritto nel 2011, declamato in una riunione con amici e poi pubblicato su internet, che il poeta del Qatar Muhammad al-Ajami è stato condannato all’ergastolo dalla Corte di Doha; pena poi ridotta in appello, lo scorso febbraio, a 15 anni. L’accusa è quella di aver “incitato al rovesciamento del poter costituito” e aver “insultato l’emiro” Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani. Amnesty International ha lanciato un appello, rivolto al ministro dell’Interno del piccolo Paese del Golfo, perché liberi Al-Ajami, in carcere da oltre un anno per un reato di coscienza. Si profila una situazione imbarazzante per le autorità del Qatar, impegnate negli ultimi mesi a rilanciare l’immagine del proprio Stato come realtà moderna, tollerante e impegnata per la difesa dei diritti umani.
