Pochi personaggi hanno diviso tanto in vita, e in morte, come Margaret Thatcher nata Roberts, figlia di un droghiere diventata la prima donna a conquistare l’accesso al numero 10 di Downing Street nel 1979, mantenendo la premiership fino al 1990, anno del passo indietro in seguito a malumori interni al partito. Eletta per tre volte, ha guidato la Gran Bretagna nel tempo delle contestazioni sociali, degli scioperi, degli attentati dell’Ira. Sue sono le scelte impopolari dei tagli alla spesa, del braccio di ferro con i sindacati, della forza nelle relazioni interne e internazionali, con la risposta militare all’occupazione argentina delle isole Falkland nel 1982. Leader e anima dei conservatori, è stata la paladina del libero mercato, delle privatizzazioni, del rilancio dell’economia attraverso i tagli alla spesa e di un’opposizione radicale all’Unione europea. A farne un personaggio così controverso è stato il suo carattere, quel suo essere fortemente donna in un mondo di uomini. Tra le mille frasi passate alla storia, c’è la rivendicazione di una nuova consapevolezza tutta femminile: “Se in politica vuoi che qualcosa venga detto chiedi a un uomo, se vuoi che venga fatto chiedi a una donna”.
