
È indiscutibile che il talento femminile ai tempi del patriarcato sia subordinato al giudizio sulla vita privata di chi lo possiede, e la figura di Sylvia Plath è l’epitome di questa realtà. La sua depressione cronica e la storia tormentata con Ted Hughes, sfociati nel suicidio a 31 anni, hanno preso il sopravvento, nei media e nell’immaginario collettivo, su un talento letterario che ha generato La campana di vetro e un’opera poetica degna del Pulitzer.
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