Mehmet Turgut, l’esplosione dei corpi tra buio e luce

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Mehmet Turgut (http://www.mehmetturgut.com/)

Lo incontriamo in una affollatissima libreria di Ankara. Ragazzine in fila ridono e si avvicinano emozionate, chiedendo autografo e foto. Lui, più che un artista maledetto, sembra una rockstar attorniata da fan adoranti. Giacca di pelle, occhi neri e baffi alla Freddie Mercury, Mehmet Turgut presenta il suo primo libro, con gli scatti che l’hanno reso, a 35 anni, uno dei fotografi più in vista della Turchia. Originario di Ankara, Turgut vive oggi a Istanbul, città da cui trae continua ispirazione per il suo lavoro. Corpi umani, visi, espressioni, dosati in un attento equilibrio di buio e luce, sono i protagonisti delle sue foto. Dopo l’incontro dei fan e la firma dei libri, Turgut accetta di rispondere a qualche domanda, in maniera laconica e lapidaria – e forse anche questa è una cifra del suo stile.Continua a leggere…

Treni, velocità e paesaggio: se la foto cattura il movimento

Barcellona
Barcellona (© Gabriele Zabelli – http://www.gabrielezabelli.net)

Il treno vive di una capacità di attraversamento che lo realizza laddove lo dispone nell’immaginario. Un treno fermo ha perciò qualcosa di inadeguato, trasmette all’occhio che lo osserva un senso di rottura: è il movimento di un treno – e non invece la sua stasi – a definirne una sorte di naturalità, di continuità, ed è al contrario la sua sosta a imporsi come discontinuità. Questo rapporto con lo spazio, che è già rapporto con il tempo, potrebbe a prima vista essere attribuito a qualunque veicolo, o mezzo di trasporto, stando ovviamente per tutti nello spostamento il fine originario. Tuttavia, forse per la singolare linearità del suo tragitto, forse per la sempre uguale e già ordinata sequenza delle fermate, il treno vive il tempo del movimento diversamente da ogni altro mezzo.

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