
“Un libro un po’ banale e molto ambizioso”. Così l’economista Gianfranco Viesti descrive il suo “Il Sud vive alle spalle dell’Italia che produce”. Falso! nell’incontro di presentazione tenutosi ieri nel Centro polifunzionale dell’Università di Bari. Banale perché tira in ballo aspetti del Sud noti e discussi (la criminalità organizzata, i disservizi, i talenti che ci sono ma non emergono); ambizioso “perché non parla agli esperti ma ai cittadini, i soli che possono fare la differenza. Se non scendono in campo loro non si va lontano, ma adesso sono disinformati”. L’obiettivo di Viesti è offrire un quadro analitico delle diverse realtà locali e cambiare anche il linguaggio: non parlare più di Mezzogiorno, termine tecnico che sembra congelare e relegare la questione a discussioni di politici ed esperti, bensì dei problemi concreti, “parlare di opportunità diseguali offerte ai giovani italiani in base al posto in cui nascono. Al Sud spesso l’unica opportunità sembra la fuga; per questo bisogna ripensare al ruolo dell’università, al settore privato – troppo poco sviluppato – creare nuove occasioni d’impresa, affinché restare o andar via diventi una scelta e non una necessità”.
