
“Un libro un po’ banale e molto ambizioso”. Così l’economista Gianfranco Viesti descrive il suo “Il Sud vive alle spalle dell’Italia che produce”. Falso! nell’incontro di presentazione tenutosi ieri nel Centro polifunzionale dell’Università di Bari. Banale perché tira in ballo aspetti del Sud noti e discussi (la criminalità organizzata, i disservizi, i talenti che ci sono ma non emergono); ambizioso “perché non parla agli esperti ma ai cittadini, i soli che possono fare la differenza. Se non scendono in campo loro non si va lontano, ma adesso sono disinformati”. L’obiettivo di Viesti è offrire un quadro analitico delle diverse realtà locali e cambiare anche il linguaggio: non parlare più di Mezzogiorno, termine tecnico che sembra congelare e relegare la questione a discussioni di politici ed esperti, bensì dei problemi concreti, “parlare di opportunità diseguali offerte ai giovani italiani in base al posto in cui nascono. Al Sud spesso l’unica opportunità sembra la fuga; per questo bisogna ripensare al ruolo dell’università, al settore privato – troppo poco sviluppato – creare nuove occasioni d’impresa, affinché restare o andar via diventi una scelta e non una necessità”.
È proprio sui giovani che punta l’attenzione Viesti, sulla necessità di offrire loro le condizioni ideali per produrre una nuova economia. Senza pregiudizi e senza ricorrere a facili formule accusatorie o, al contrario, autoassolutorie: “La particolarità di questa crisi è la sua connotazione in parte etica, si pensa che le regioni in difficoltà se la siano cercata. Bisogna superare questo schema: se la colpa ricade in parte sulla mancanza di una società civile pienamente consapevole e organizzata e su funzionari locali corrotti, è pur vero che a livello nazionale manca un pensiero lungo: si governa a breve termine, manca uno sguardo di sistema per rilanciare il territorio e le realtà locali all’interno di un quadro nazionale e internazionale”.
Per lo sviluppo del Sud mancano decisivi “fattori abilitanti” (servizi, investimenti, imprese) per permettere ai giovani di condividere progetti e competenze. “La conoscenza e il sapere possono far ripartire la buona impresa: rispetto al passato i giovani sono molto più formati e vanno inseriti nel mercato, ma questo non succede automaticamente. Bisogna creare dei luoghi di aggregazione per sperimentare e abilitare le persone detentrici di conoscenza a trasformarla in impresa; e impresa vuol dire a sua volta nuovi posti di lavoro”. Un’idea che guarda all’estero, a città come Londra e Berlino, ai centri tecnologici americani, capaci di raccogliere le eccellenze e dar loro gli strumenti per sviluppare innovazione.
Non a caso, il principale “fattore abilitante” per Viesti è la città, concetto postmoderno per eccellenza, “luogo di interazioni casuali localizzate. La nuova economia nasce dall’incontro di persone con saperi diversi”. Per questo bisogna ripartire dai centri urbani, dalle reti di scambio, dagli incentivi culturali e formativi, per far restare i giovani e dare un futuro a questa regione.
Titolo: “Il Sud vive alle spalle dell’Italia che produce”. Falso!
Autore: Gianfranco Viesti
Anno: 2013
Editore: Laterza
