Italianità e politica: l’attrazione-repulsione che diventa vergogna

vergogna
The Heroine Who had Committed A Great Crime (© Elena Ray)

Se si prova repulsione per qualcosa, tendenzialmente è qualcosa che coscientemente fa una tale paura o provoca una tale sensazione di estraneità da desiderare che esso sia lontano, esteticamente inaccessibile, che poi equivale ad inesistente. In questo senso, trovo sia inesatto parlare di provare ribrezzo per la situazione politica (ed elettorale) italiana, soprattutto se consideriamo che questo concetto è intimamente intersecato a quello, almeno contemporaneo, di italianità. Mi sembra molto più efficace, piuttosto, parlare di vergogna. La vergogna porta con sé il germe del coinvolgimento carnale, dell’esposizione indesiderata ma incontrollabile e incontrovertibile. È qualcosa che sembra affondare nella direzione del pudore. La condizione vergognosa mi riguarda e non smette mai di far vibrare questo a-riguardo-di-me. Ecco in cosa si sta: non si può avere solo in repulsione l’italianità ed essere italiani, non ce la si cava smarcandosi per via della propria presunta superiorità esistenziale. Piuttosto si è nella vergogna di essere italiani, una vergogna che tocca nel vivo, nel vivo della carne che ne esce marchiata.

Continua a leggere…