“Tegnoso, 26 settembre. Carissimo babbo, ci spiace assai che tu non possa venire presto a prenderti un poco di riposo”. Questo l’esordio di un figlio affettuoso, contenuto sul fronte di una cartolina del padiglione delle Società per la Pace dell’Esposizione universale di Milano nel 1906. La risposta del padre, inviata su una cartolina identica, si fa attendere solo due giorni e porta un argomento più che convincente per giustificare la prolungata assenza dalla sua tenuta brianzola di Tegnoso, frazione di Missaglia. Così, infatti, risponde: “Carissimi… C’è qui il Giolitti che, se visiterà il padiglione, vorrei accompagnarlo…”. A parlare non è un genitore qualsiasi, come si può intuire dal riferimento all’allora Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, bensì Ernesto Teodoro Moneta, l’ideatore stesso del padiglione per la Pace (collocato all’interno di Parco Sempione), insignito, unico italiano di sempre, del Nobel per la Pace nel 1907.
Continua a leggere…
