“Spatriati”: partire o restare, alla ricerca di sé

In “Spatriati” Mario Desiati porta a termine un esperimento letterario interessante. Costruisce infatti un romanzo dai molteplici livelli di lettura a partire da una parola, quella che dà il titolo al libro, che nel dialetto di Martina Franca, terra d’origine sia dello scrittore che dei personaggi di cui racconta, assume diversi significati. Spatriète è chi abbandona i luoghi d’origine per cercare fortuna altrove, ma è anche, in un’accezione più negativa, chi non ha collocazione nel proprio gruppo sociale e non trova quella sistemazione definitiva che la mentalità di provincia richiede: una pecora nera, insomma. Infine, è “spatriata” una persona fuori dagli schemi, decisa a trovare la propria strada lontano dai percorsi precostituiti.

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