Dalla carta allo schermo il senso non cambia, ed è quello di una testimonianza di coraggio e resistenza. Così come non cambia l’espressione della protagonista, gli occhi pungenti di una bambina che si fa adolescente e quindi donna, lottando contro i condizionamenti esterni e cercando di esprimere la propria esuberante vitalità. Per questo Persepolis, fumetto dell’artista iraniana Marjane Satrapi poi diventato film, è più di un’opera creativa: è una denuncia condotta col tono rigoroso e severo di una ragazzina che guarda il mondo e non ne capisce le regole.
Non è un caso che in molti Paesi – recentemente nella Tunisia post-rivoluzionaria – il film sia stato censurato: la sua spinta eversiva sta proprio nella semplicità con cui chiama in causa ingiustizie, soprusi, rinunce quotidiane che rendono impossibile qualsiasi sogno di normalità. Così, la piccola Marjane assiste impotente allo scivolamento dell’Iran dal regime dello scià a quello dei guardiani della rivoluzione: oppressione che segue oppressione, una restrizione delle libertà personali e collettive ancora più insopportabile perché accompagnata dal sentimento di un’occasione persa, dalla triste consapevolezza di un’opportunità sfumata.
Sull’inquietante sfondo politico ricostruito con preciso cinismo, si innesta la delicata storia privata di Marjane e della sua famiglia, di orgogliosa tradizione combattente e comunista. Uno spirito libero, quello degli avi, che si riflette nell’animo di una ragazza costretta a emigrare per vivere liberamente. E l’esilio, quando è forzato, ha il tratto inconfondibile dell’elegia, della nostalgia che ti porta indietro e ti impedisce di ritrovare una casa altrove.
A Marjane, dopo qualche anno di lontananza, non resta quindi che tornare e diventare donna in patria, tra feste private, veli che lasciano scoperti ciuffi ribelli, università e tradizioni. Ma tornare al nido e amarlo a volte non basta: di fronte alle continue ingiustizie e umiliazioni, la nuova partenza diventa un gesto necessario e definitivo, un atto di coraggio che in realtà è un atto di resa. E il dolore di quella scelta è racchiuso nelle parole di una madre che si congeda dalla propria figlia: “L’Iran di oggi non fa per te. Vai, e questa volta ti proibisco di tornare”.
Film: Persepolis
Regista: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Nazione: Usa, Francia
Anno: 2007
Libro: Persepolis
Titolo originale: Persepolis. Histoire d’une femme insoumise
Autrice: Marjane Satrapi
Anno: 2000-2003
Editore italiano: Rizzoli Lizard
