Piccole cose esplodono: gli adolescenti di Paolo Cognetti

Non usano un linguaggio usurato e sciatto, non compiono eclatanti gesti di protesta, non alzano la voce gli adolescenti ribelli che animano i racconti di Paolo Cognetti. Sono figure costruite a partire da una negazione, un’assenza, un vuoto che va colmato e che ogni personaggio riempie a modo suo. Una cosa piccola che sta per esplodere è Mina, protagonista di una delle cinque storie raccolte in un libro scorrevole e puntuale, in cui ogni parola sembra essere lì per un motivo preciso, mai per caso, mai sbagliata. Per lei, narratrice in nuce per cui la scrittura è una sorta di terapia ordinatrice, la grande assente è la figura del padre, ricostruita attraverso storie immaginate eppure reali, invenzioni che nutrono bisogni, parabole che sopperiscono a una mancanza e garantiscono – forse – una fine, un punto, un nuovo ordine possibile e consolatorio. In lei si realizza l’eterna metafora della scrittura come bisogno e consolazione, come ordine contro il disordine: leitmotiv che ritorna, implicito, anche nelle altre storie del libro, e che si manifesta nella pulizia sintattica e nella misura espressiva scelte per raccontare queste vite di ragazzi al limite, sulla soglia di un cambiamento radicale vissuto con adulta compostezza.

Il rapporto con i genitori è la costante che unisce tutte le storie: genitori distanti, genitori assenti, genitori anche troppo presenti. In ogni caso, genitori che non riescono a stabilire un contatto, che vagano per conto loro, persi dietro a rapporti difficili, vite di lusso, lavoro e tradizioni. Troppo occupati con se stessi per capire i figli, sono figure alla deriva: la loro debolezza si riscatta nella forza dei figli, capaci di fare i conti con le proprie origini e distaccarsene, trovando un’autonoma via di fuga. Così, ecco arrivare la maturità di Margot, ragazzina benestante e anoressica che compirà un percorso di guarigione in una clinica svizzera; la testardaggine di Diego, che cerca di sfuggire al mestiere del padre – meccanico – pur sentendosi a proprio agio tra officina e motori; la ribellione creativa della piccola Mina, disordinata e originale scrittrice; la curiosità di Pietro, per cui un’estate in campeggio svela la crisi fra i genitori e l’inconsistenza della figura paterna.

La fugacità di questi genitori presenti e assenti sottende tutta la raccolta fino all’apoteosi finale, al calibrato rovesciamento per cui il figlio non scappa ma torna indietro, all’origine, ricostruendo la figura di una madre sconosciuta attraverso poche foto e i ricordi della nonna. È forse questo il racconto più riuscito, capace di realizzare un equilibrio perfetto tra i diversi sguardi che ricompongono la figura di Anita, adolescente sessantottina che emerge fiera e caparbia, riflettendosi negli occhi delle generazioni che l’hanno preceduta e seguita: sintesi risolutrice, cerchio che si chiude, riconciliazione tardiva e perfetta.

Titolo: Una cosa piccola che sta per esplodere
Autore:
Paolo Cognetti
Anno: 
2007
Editore: 
Minimum Fax

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