L’arte (e la satira) salveranno il mondo

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©ML

Tutti conoscono Banksy, l’artista che ha coperto i muri di Londra con i suoi meravigliosi graffiti satirici. Questo in cui ci siamo imbattute ha un significato politico e sociale preciso: realizzato sulla facciata di uno degli immensi palazzi di Canary Wharf, uno dei due cuori finanziari della città, dà voce alla generazione i cui sogni son stati travolti dalla crisi economica, e i cui progetti di vita son stati sacrificati proprio in nome delle dure regole dell’alta finanza.

Perché non balli? Il flash mob al femminile

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(© CB)

Anche le statue partecipano al flash mob “One billion rising” organizzato in tutte le città del mondo per protestare a ritmo di musica contro la violenza sulle donne. La donna che legge, comodamente seduta in una delle principali vie di Ankara, è un omaggio alla lotta per la difesa dei diritti umani. Oggi sul suo petto fa bella mostra di sé un volantino con il nome della manifestazione svoltasi a pochi metri di distanza. L’evento, che ha visto scendere in piazza per ballare centinaia di uomini e donne, rientra nel V-Day, appuntamento creato nel 1998 da Eve Ensler (autrice de I monologhi della vagina) per denunciare la violazione dei diritti delle donne e il femminicidio. I manifestanti hanno danzato sulle note di Break the chain, scritta dalla stessa Ensler e coreografata da Debbie Allen.

The Man Who Built The Globe

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©marinalomunno

Giunse a Londra dal Nuovo Mondo, Sam Wanamaker, per ridar vita al Globe di William Shakespeare. Sfuggito al maccartismo nel 1950, l’attore e regista americano restò sconvolto dallo stato di abbandono in cui versava il sito su cui una volta sorgeva il glorioso teatro. Ricostruire il Globe divenne la sua grande ossessione: nel 1970 fondò lo Shakespeare Globe Trust, in seguito ottenne sito e permessi necessari per l’avvio dei lavori. Istituzioni e colleghi britannici gli erano ostili: la sua intromissione era imperdonabile.
Sua Maestà inaugurò il nuovo Globe Theatre il 12 giugno 1997, a quattro anni dalla morte di Sam, che non potè vedere il suo progetto realizzato. Questa targa lo ricorda, all’esterno del Globe, in riva al Tamigi.