Leggi e omofobia: se la sessualità diventa un reato

© Anna Kutukova

La comunità LGBT – sigla che raccoglie il mondo omosessuale a 360 gradi, lesbiche, gay bisessuali, transessuali, trangender – sta ottenendo in tutto il mondo numerose vittorie sul piano giuridico. Eppure, dando uno sguardo alla mappa dei diritti di gay e lesbiche stilata da Amnesty International, in più di ottanta Paesi del mondo l’omosessualità è considerata un reato. In Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Qatar, Sudan, Yemen e negli Stati della Federazione della Nigeria che applicano la sharia, i rapporti fra persone dello stesso sesso sono puniti con la pena di morte. In Cina per lo stupro omosessuale sono previsti solo quindici giorni di detenzione e solo nel 2001 l’omosessualità è stata rimossa dai disordini mentali.

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Omofobia: quando il razzismo colpisce i sentimenti

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«Che cosa esiste in ogni angolo del mondo,  è accettato e celebrato in alcuni Paesi, ma è illegale in settantasei? Che cosa è nascosto per paura di pubblica umiliazione, incarceramento, tortura o persino pena di morte in sette Paesi? Che cosa rende possibile trattare alcune persone come cittadini di seconda classe ovunque vadano? Che cosa fa sì che i bambini vengano buttati fuori di casa, studenti tiranneggiati ed espulsi dalle scuole e lavoratori licenziati senza motivo? Che cosa esiste in ogni Paese, da sempre, ma è ancora considerata anormale? La risposta? Essere gay, lesbica, bisessuale, trasgender. In tutto il mondo milioni di persone affrontano violenza e discriminazione solo per essere ciò che sono».Continua a leggere…