Bari, l’innovazione scende in piazza

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Uno stand della manifestazione in piazza del Ferrarese (© CB)

Una città invasa da tecnologia e conoscenza. Così si presenta Bari in questi giorni per la terza edizione del Festival dell’innovazione che porta in strada – nei luoghi centrali del capoluogo – discussioni e laboratori sui nuovi modi di fare impresa, sulla comunicazione multimediale, sul web. Stand nelle vie principali, da piazza del Ferrarese a piazza Mercantile passando per corso Vittorio Emanuele, diventano punti di incontro per studenti, imprenditori, amministratori e ricercatori. Una manifestazione dinamica che quest’anno si occupa in particolare di temi quali la creazione di un circolo virtuoso ricerca-impresa-finanza, l’alta tecnologia made in Italy, le buone pratiche per uno sviluppo ecosostenibile e la formazione imprenditoriale per i giovani che vogliono fare impresa.

Bari in festa tra sacro, profano e antiche rivalità

san nicolaCorteo storico, processione, frecce tricolori e fuochi d’artificio. Non manca nulla quando per il capoluogo pugliese arriva l’appuntamento più sentito dell’anno: le celebrazioni per la festa di San Nicola. Dal 7 al 9 maggio, Bari commemora l’arrivo delle spoglie del santo, trafugate da Myra, in Turchia, e approdate sulle coste pugliesi nel 1087. Narra la storia che Bari contendesse a Venezia il dominio sui commerci e sugli scambi marittimi con l’Oriente, nonché il trafugamento delle ossa del vescovo di Myra, quando questa cadde in mano musulmana. Una spedizione di 62 marinai a bordo di tre caravelle partì dunque alla volta della città turca impossessandosi delle reliquie del santo, che arrivarono a Bari il 9 maggio. In quello stesso anno, l’abate Elia diede il via alla costruzione della Basilica che accoglie le spoglie nella sua cripta.

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I 200 anni di “Bari nuova”: quando Murat pose la prima pietra

targa sbagliataSempre un po’ oscurata dalla fama bella e dannata di “Bari vecchia”, oggi è sotto i riflettori la parte ottocentesca del capoluogo pugliese, il borgo murattiano, la cui costruzione iniziò 200 anni fa per volere di Gioacchino Murat, re di Napoli dal 1808 al 1815. Fu lui a porre la prima pietra per la costruzione del nuovo quartiere, il 24 aprile 1813. A quel tempo la città di Bari, groviglio di stradine chiuse tra le mura e il mare, contava 18mila abitanti in condizioni di vita non più sostenibili. Di qui la necessità di allargare il centro abitato, abbattendo le mura (corrispondenti all’attuale corso Vittorio Emanuele) e dando vita a un quartiere elegante, borghese, definito ancora oggi il “salotto” (un po’ malandato) della città. La prima storica pietra fu dunque posta da Murat all’angolo tra corso Vittorio Emanuele e corso Cavour, dove oggi c’è un’iscrizione commemorativa. Con una curiosità: gli storici hanno discusso molto sulla data fatidica, indecisi tra il 24 e il 25 aprile. Alla fine è prevalsa quella del 24, scelta per le celebrazioni ufficiali. Sulla targa, affissa alle pareti di uno dei palazzi più antichi di Bari, resta però incisa la data del 25 aprile.