Bari in festa tra sacro, profano e antiche rivalità

san nicolaCorteo storico, processione, frecce tricolori e fuochi d’artificio. Non manca nulla quando per il capoluogo pugliese arriva l’appuntamento più sentito dell’anno: le celebrazioni per la festa di San Nicola. Dal 7 al 9 maggio, Bari commemora l’arrivo delle spoglie del santo, trafugate da Myra, in Turchia, e approdate sulle coste pugliesi nel 1087. Narra la storia che Bari contendesse a Venezia il dominio sui commerci e sugli scambi marittimi con l’Oriente, nonché il trafugamento delle ossa del vescovo di Myra, quando questa cadde in mano musulmana. Una spedizione di 62 marinai a bordo di tre caravelle partì dunque alla volta della città turca impossessandosi delle reliquie del santo, che arrivarono a Bari il 9 maggio. In quello stesso anno, l’abate Elia diede il via alla costruzione della Basilica che accoglie le spoglie nella sua cripta.

La città ricorda la “santa rapina” con lo sbarco del quadro del santo che arriva dal mare per prender posto sulla caravella del corteo storico e sfilare per le vie del centro. Il corteo quest’anno ha visto una forte presenza femminile: “una sorta di flash mob medievale” – l’ha definito il regista Nicola Valenzano – con marinai, ricamatrici, danzatrici e gli immancabili sbandieratori. Fra processioni e messe, il centro cittadino si riempie di credenti, turisti e curiosi che, se non amano indugiare nelle rievocazioni storico-religiose, possono ammirare le acrobazie delle frecce tricolori o cedere al richiamo meno spirituale di bancarelle e camioncini traboccanti di cibo. Le celebrazioni vanno avanti per tutto il mese, fino alla festa per la cerimonia ortodossa del 21 e 22 maggio.

Una curiosità: i veneziani non si rassegnarono allo smacco subito e si recarono a loro volta nella città di Myra, trovando alcuni frammenti ossei del santo, che furono collocati nella Basilica di San Nicolò del Lido, proclamato poi protettore della flotta della Serenissima.

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