È dalle cose semplici che nascono i cambiamenti più radicali. In questo caso è il sorriso di Wadjda a illuminare il velo nero con cui le donne si coprono dagli uomini e da se stesse. In una benestante famiglia della borghesia saudita, si muove questa ragazzina cui le regole della scuola e della vita – velo integrale, preghiere, atteggiamento modesto e compito – stanno strette. Ma Wadjda non è un’eroina in senso stretto, non fa battaglie e non fa rumore: la sua protesta è nelle scarpe da ginnastica ostentate sotto la tunica, nei braccialetti colorati indossati e venduti a scuola, negli occhi vivaci e furbi, di quella furbizia scanzonata e pulita che hanno solo i bambini.Continua a leggere…
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E ora dove andiamo? La guerra vista dalle donne
Va detto subito, a uscirne male sono gli uomini: distratti, impulsivi, in fondo amabilmente soggiogati dalle proprie donne. Sullo sfondo di uno scontro di religioni tanto cruento quanto insensato, emerge la storia di uomini e donne chiusi in una sorta di villaggio senza tempo, un luogo altro in cui cristiani e musulmani hanno trovato il modo di convivere pacificamente. Armonia di cui si fanno custodi le donne, ultimo vessillo della ragione quando gli echi degli incidenti tra le diverse fazioni religiose nel resto del Paese rischiano di minare l’equilibrio della comunità.Continua a leggere…
