È dalle cose semplici che nascono i cambiamenti più radicali. In questo caso è il sorriso di Wadjda a illuminare il velo nero con cui le donne si coprono dagli uomini e da se stesse. In una benestante famiglia della borghesia saudita, si muove questa ragazzina cui le regole della scuola e della vita – velo integrale, preghiere, atteggiamento modesto e compito – stanno strette. Ma Wadjda non è un’eroina in senso stretto, non fa battaglie e non fa rumore: la sua protesta è nelle scarpe da ginnastica ostentate sotto la tunica, nei braccialetti colorati indossati e venduti a scuola, negli occhi vivaci e furbi, di quella furbizia scanzonata e pulita che hanno solo i bambini.
Una bicicletta verde vista un giorno in un negozio di giocattoli diventa per Wadjda il desiderio da realizzare a tutti i costi, il correlativo oggettivo dell’emancipazione da regole sociali e culturali. Haifaa Al-Mansour, prima regista donna in un Paese – l’Arabia Saudita – in cui non ci sono sale cinematografiche e il cinema è pensato solo per uso domestico, offre al pubblico internazionale uno sguardo su una società chiusa e spesso circondata da pregiudizi. La dote più preziosa di una donna che racconta il proprio vissuto è la capacità di sbriciolare schemi, stereotipi e credenze consolidate.
Così, le protagoniste del film sono ritratte nel loro lato più intimo e umano: nei desideri e nei sentimenti che le legano ai loro uomini. Alcune hanno la forza di ribellarsi, anche con piccoli gesti, altre non riescono a liberarsi dal peso delle convenzioni, altre ancora le assorbono fino a diventarne le garanti più dure e intransigenti. E poi ci sono gli uomini, che restano sullo sfondo, ma che non appaiono mai come carnefici: piuttosto, assieme alle loro madri, mogli e sorelle, sembrano anch’essi vittime di tradizioni cui non hanno la forza di opporsi. La vera rivoluzione, in questo film che scorre come una carezza, è il modo in cui Wadjda arriva a sfruttare le regole a proprio vantaggio, assecondando le convenzioni per poi sovvertirle in maniera spontanea, quasi ingenua, e proprio per questo disarmante.
Film: La bicicletta verde
Titolo originale: Wadjda
Regista: Haifaa Al-Mansour
Nazione: Arabia Saudita, Germania
Anno: 2012
