“L’invenzione dell’amore”: ritrovarsi nella vita di un altro

Samuel vive un’esistenza priva di guizzi. Dalla sua terrazza osserva i tetti di Madrid e l’affannata vita che scorre tra le vie cittadine, senza sentire l’esigenza di prendere parte a quel caos. Ha superato i quarant’anni e si muove con la stessa indolenza nell’amore e sul lavoro. “Per essere veramente vivo – racconta all’inizio della storia – devi essere disposto a pagare un prezzo per ciò che ottieni. Ed è lì che vacillo. Sto diventando pigro; mi costa pagare per ottenere e tendo ad accontentarmi di quello che arriva gratis, ovvero, di poca roba”. ll placido fluire degli eventi viene interrotto da una telefonata che annuncia la morte di Clara. 

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“Primo Sangue”, le radici di Amélie Nothomb

Con un incipit che non può non ricordare Cent’anni di solitudine, Primo Sangue di Amélie Nothomb conquista già dalle prime righe. La scrittrice belga, icona della letteratura internazionale, nel suo trentesimo romanzo presta la propria voce al padre Patrick, scomparso all’inizio della pandemia, per raccontarne l’infanzia e la giovinezza in prima persona. E trovare così il modo di dirgli addio.

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