Paperman, il colpo di fulmine che vale l’Oscar

papermanUn oscar al migliore cortometraggio animato e oltre un milione di visualizzazioni su YouTube in pochi giorni. Non male come risultato per Paperman, cartone animato della Disney firmato da John Kahrs, che narra la storia semplice – in fondo banale – di un amore a prima vista scoccato sulla grigia banchina di una metro newyorchese. Il successo planetario sta forse proprio nella quotidianità della scena, nei tratti comuni dei due protagonisti, in quegli sguardi annoiati e distratti che si incontrano e si animano all’improvviso.

La magia Disney diventa più prorompente perché si tuffa nella realtà di una metropoli di oggi – fatta di traffico, attese da pendolari e lavoro d’ufficio – accarezzando la fugacità dei momenti che viviamo: bastano pochi attimi per incrociare uno sguardo, innamorarsene e perderlo, vedendolo sparire dietro il finestrino di un treno che si allontana. Piccole occasioni sfiorate e perdute che si vivono ogni giorno, senza neanche farci caso: il vero miracolo sta nel secondo – fortuito – incontro, che colpisce come un’epifania salvifica, un’insperata concessione degli dei. Allora il placido impiegato che rivede per caso la stessa donna nel grattacielo di fronte, si rianima nel tentativo eroico e comico di attirare la sua attenzione con delicati aeroplanini di carta: saranno proprio loro, alla fine, a prender vita e imporre il lieto fine.

In questa storia così postmoderna, il perdersi e il ritrovarsi sono affidati a quella carta che, ormai sopraffatta dall’emergere dei supporti elettronici e digitali, sembra un retaggio dei secoli scorsi. Ma la tradizione vale solo per il grande schermo: nella vita reale c’è già chi ha pensato di sostituire l’aeroplanino con un più efficace social network. Tre giovani informatici italiani hanno lanciato recentemente Cityglance, piattaforma virtuale pensata per ritrovare passeggeri incontrati fugacemente in metro e poi persi di vista: per sperare di imbattersi nella persona incrociata in un vagone, basta iscriversi e registrare i propri tratti somatici e il tragitto abituale. Funzionerà? Difficile dirlo; di sicuro, gli irriducibili amanti di coincidenze e destino storceranno il naso di fronte a questa evidente forzatura tecnologica. Perché, come sussurra una bellissima poesia di Wisława Szymborska, l’eterno fascino dell’amore sta nelle mille coincidenze, nei mille sfioramenti e casi che portano a quel primo, risolutivo incontro.

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
 
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wisława Szymborska (La fine e l’inizio, Scheiwiller, 1993)

Film: Paperman
Regista: John Kahrs
Nazione: Usa
Anno: 2012

Lascia un commento