Santa Sofia, dove la Sapienza è bella come una dea

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(© CB)

Ogni monumento porta con sé l’impronta degli uomini che l’hanno costruito e accompagnato nel tempo. Una storia particolare, in questo senso, è quella della basilica di Santa Sofia, nella parte antica di Istanbul. Costruita nel VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano, ornata con lastre d’oro e argento, marmi e preziosi mosaici bizantini, ha rappresentato la cristianità per un millennio, fino alla caduta di Costantinopoli per mano del sultano Mehmet II. Fu lui, il giorno stesso della conquista, il 29 maggio 1453, a far pronunciare il primo sermone che l’avrebbe trasformata in moschea. Santa Sofia è rimasta un luogo di culto fino al 1935, quando è diventata un museo per volere di Atatürk, ma – contrariamente a quanto si potrebbe pensare – non è mai stata consacrata ad alcun santo.

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La basilica, in turco Ayasofya, è infatti dedicata alla sapienza, in greco Σοφία, intesa come logos e saggezza divina.
Dopo aver ammirato la cupola di oltre 30 metri di diametro, sospesa a 56 metri di altezza, i visitatori possono lasciarsi andare a più terrene aspirazioni davanti alla colonna sudante che, a dispetto del nome poco accattivante, promette di esaudire desideri, guarire il mal di testa e favorire le gravidanze.
A patto che, con una manovra non proprio semplice, si inserisca il pollice in un buco della colonna e, con il palmo della mano aperto, si compia un giro completo da sinistra verso destra.
Non dimenticandosi, durante la macchinosa operazione, di esprimere un desiderio.

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