Arte e religione, il Corano si veste d’oro

ziyabuyuk
(© CB)

Un Corano interamente scritto in oro: Ziya Buyuk, pittore turco 53enne, ci ha lavorato tutti i giorni, dieci ore al giorno, per un anno e mezzo. L’ha finito lo scorso maggio e poche settimane fa l’ha esposto a Istanbul, in quella meraviglia sul Bosforo che è Palazzo Dolmabahçe. Seguiranno mostre in Turchia e all’estero, poi l’idea è quella di vendere l’opera a un museo. “Dipingere iscrizioni sacre è un’arte tradizionale in Turchia. Lo faccio perché voglio lasciare qualcosa dopo la morte” ci dice mentre indica il pannello sul tavolo di lavoro.

Continua a leggere…

Taksim: il volto pacifico della protesta

police&flowersNon solo scontri e violenze. Mentre le manifestazioni continuano in tutta la Turchia e l’Associazione dei medici turchi diffonde il drammatico bollettino di oltre 4mila feriti e 3 morti in cinque giorni di proteste, c’è anche spazio per momenti positivi. Nella foto, una ragazza porge fiori alla polizia ad Ankara, dove ieri sera i cortei si sono svolti nel quartiere di Kizilay senza gravi incidenti. Stesso scenario a Istanbul in piazza Taksim, cuore di OccupyGezi, che ha visto i manifestanti riunirsi pacificamente con balli e musica. Curiosa poi l’iniziativa di centinaia di anonimi sostenitori del movimento, che hanno ordinato per i giovani in piazza migliaia di panini da una famosa catena di fast-food a domicilio. Il destinatario? Semplicemente: Taksim.

Istanbul: cariche e lacrimogeni sugli indignados di Gezi Park

gezipark2

Si infiammano le strade di Taksim, uno dei quartieri più noti e più turistici di Istanbul. Dalla notte del 26 maggio scorso, centinaia e poi migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro l’abbattimento di una delle poche aree verdi della città per costruire un centro commerciale. Durissima la reazione della polizia, che da due giorni sta caricando la folla con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Almeno un centinaio i feriti secondo l’Istituto per la sanità di Istanbul, tra cui un deputato del partito curdo Bdp, Sırrı Süreyya Önder, e Ahmet Sik, giornalista turco famoso per un libro critico verso il governo. Secondo alcune fonti, non confermate, una donna sarebbe morta in seguito agli scontri.

Continua a leggere…

Mehmet Turgut, l’esplosione dei corpi tra buio e luce

turgut
Mehmet Turgut (http://www.mehmetturgut.com/)

Lo incontriamo in una affollatissima libreria di Ankara. Ragazzine in fila ridono e si avvicinano emozionate, chiedendo autografo e foto. Lui, più che un artista maledetto, sembra una rockstar attorniata da fan adoranti. Giacca di pelle, occhi neri e baffi alla Freddie Mercury, Mehmet Turgut presenta il suo primo libro, con gli scatti che l’hanno reso, a 35 anni, uno dei fotografi più in vista della Turchia. Originario di Ankara, Turgut vive oggi a Istanbul, città da cui trae continua ispirazione per il suo lavoro. Corpi umani, visi, espressioni, dosati in un attento equilibrio di buio e luce, sono i protagonisti delle sue foto. Dopo l’incontro dei fan e la firma dei libri, Turgut accetta di rispondere a qualche domanda, in maniera laconica e lapidaria – e forse anche questa è una cifra del suo stile.Continua a leggere…

Da Versailles al Bosforo: quando l’opulenza occidentale conquistò i sultani

dolmabece
La facciata di palazzo Dolmahbaçe (CB)

L’Oriente ha sempre esercitato sull’immaginario occidentale un certo fascino esotico. Eppure, camminando in quella che fu la Costantinopoli capitale del mondo, può capitare di assistere a una sorta di rovesciamento dei ruoli. Nei vicoli di Sultanahmet, quartiere antico dove le stradine affollate incrociano moschee e bazar, si trova palazzo Topkapı, residenza dei sultani per quasi quattro secoli, dal 1475 al 1855. Ampia e riccamente decorata, questa dimora regale colpisce per la sua struttura spaziosa e rilassante: un susseguirsi di cortili interni, con chioschi immersi nel verde e affacciati sul Corno d’oro che sembrano tende piantate nel terreno, quasi fosse un campo nomade diventato sedentario. Ebbene, questa splendida dimora cominciò a sembrare inadeguata ai suoi illustri possessori.

Continua a leggere…

Santa Sofia, dove la Sapienza è bella come una dea

sofia16
(© CB)

Ogni monumento porta con sé l’impronta degli uomini che l’hanno costruito e accompagnato nel tempo. Una storia particolare, in questo senso, è quella della basilica di Santa Sofia, nella parte antica di Istanbul. Costruita nel VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano, ornata con lastre d’oro e argento, marmi e preziosi mosaici bizantini, ha rappresentato la cristianità per un millennio, fino alla caduta di Costantinopoli per mano del sultano Mehmet II. Fu lui, il giorno stesso della conquista, il 29 maggio 1453, a far pronunciare il primo sermone che l’avrebbe trasformata in moschea. Santa Sofia è rimasta un luogo di culto fino al 1935, quando è diventata un museo per volere di Atatürk, ma – contrariamente a quanto si potrebbe pensare – non è mai stata consacrata ad alcun santo.Continua a leggere…

Ankara, una fiera dell’educazione per formarsi all’estero

fiera
(© CB)

Decine di stand, centinaia di ragazzi, brochure, cataloghi informativi. Per un giorno uno dei più esclusivi hotel di Ankara si è trasformato nella cornice della Fiera internazionale dell’educazione: appuntamento che riunisce rappresentanti delle più prestigiose università del mondo per offrire agli studenti importanti opportunità formative all’estero. Un’occasione annuale che nelle prime due settimane di marzo tocca le principali città turche, da Istanbul ad Ankara, passando per Bursa e Smirne. L’obiettivo? Permettere ai ragazzi turchi di guardare a possibilità di master e corsi universitari oltre confine. L’Italia era presente nella capitale con la Cattolica e lo Ied di Milano, che ogni anno mettono a disposizione degli studenti stranieri numerose borse di studio.